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"Ha preso la cassa e li ha lasciati lì". Crans-Montana, la testimonianza choc sulla titolare in fuga

Il marito della vicesindaca a Quarta Repubblica: "I pannelli? Moretti ha fatto un lavoro di m..."

"Ha preso la cassa e li ha lasciati lì". Crans-Montana, la testimonianza choc sulla titolare in fuga
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Esiste una testimonianza clamorosa su quanto accaduto nella drammatica notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Ed è il racconto raccolto da Quarta Repubblica, la trasmissione condotta da Nicola Porro. A parlare è un ristoratore del paese montano, ma non un ristoratore qualunque: è anche il marito di Nicole Bonvin Clivaz, la vicesindaca che nei giorni scorsi ha ammesso che “sui controlli c’è stata una mancanza, non li abbiamo fatti e ammettiamo di non averli fatti”.

L’uomo spiega di aver incontrato una delle poche dipendenti del Constellation dei coniugi Moretti sopravvissuta al massacro, la quale gli avrebbe rivelato un dettaglio inquietante sulla presunta fuga di Jessica Moretti con la cassa, mentre il locale prendeva fuoco e si trasformava nella tomba di 40 ragazzi. “Mi ha spiegato che la proprietaria ha visto il fuoco ed è scappata con la cassa, lasciando tutti i ragazzi lì”, ha raccontato l’uomo. “Ha visto il fuoco, ha preso la cassa ed è partita. Ha detto: ‘Dobbiamo andare’ ed è scappata. Gli altri hanno aspettato 50 secondi in più: è arrivato il fuoco ed è finita”.

L’uomo assicura che la dipendente del Constellation ha visto con i suoi occhi la donna afferrare il registratore di cassa e fuggire. Per questo – riferisce Quarta Repubblica – è già stata chiamata a testimoniare davanti al giudice. Intanto, ieri il Tribunale per la libertà ha confermato gli arresti per Jacques Moretti, a fronte del pericolo di fuga, anche se è possibile che presto possa uscire previo pagamento di una cauzione e con l’applicazione di misure alternative per impedirgli di scappare in Francia.

Secondo il marito della vicesindaca, la dipendente del Constellation con cui ha parlato avrebbe anche spiegato che gli estintori presenti sarebbero stati due, ma non nel seminterrato: uno al piano superiore del locale e l’altro chiuso in un ufficio. Sui famosi pannelli fonoassorbenti, invece, il ristoratore spiega che con ogni probabilità i coniugi Moretti “li hanno messi da soli, sapendo che non avevano il diritto di farlo. Li hanno comprati tipo in un supermercato. Lo abbiamo visto tutti fare i lavori”. E ancora: “La verità è che ha fatto una merd* e lo sapevano. Io ho visto la plastica e ho anche detto a lui: ‘Stai attento a quello che usi’. E lui mi ha risposto: ‘Non preoccuparti, io prendo tutte le precauzioni necessarie’”.

E i mancati controlli da parte del Comune? “Come avete visto, oggi in Svizzera è chiaro che non ci sia né il tempo né il numero di

persone sufficienti per fare questi controlli ogni anno. È una cosa impossibile. Qui abbiamo quattro persone che devono verificare ristoranti, case e appartamenti. In Comune c’è gente come me e te, non sono professionisti”.

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