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Massa, a sferrare il pugno fatale a Bongiorni un 17enne promessa della boxe

Il giovane, italiano di seconda generazione, è stato affidato ad una comunità. Avrebbe colpito Bongiorni come reazione ad una "testata ricevuta sul naso". Gli inquirenti setacciano le immagini riprese dalle videocamere presenti sulla zona del delitto

Massa, a sferrare il pugno fatale a Bongiorni un 17enne promessa della boxe
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È un 17enne italiano di seconda generazione lo studente fermato la scorsa domenica dai carabinieri per la morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne morto sotto gli occhi della compagna Sara e del figlio di 12 anni in piazza Palma a Massa.

Il giovane, promessa della boxe, è accusato di concorso in omicidio aggravato dai futili motivi. Sarebbe stato lui, condizionale d’obbligo, a sferrare il pugno che ha causato la caduta di Giacomo. Questo, almeno, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, che stanno lavorando per cercare di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

Il 17enne, come riporta il Corriere della Sera, è stato interrogato dai magistrati della Procura di Genova che, dopo l’interrogatorio, hanno deciso di mandarlo in una comunità. Lui però ha provato a difendersi lanciando accuse contro l’uomo. Ai magistrati lo studente avrebbe riferito di aver ricevuto una “testata sul naso da Bongiorni”. Una circostanza, questa, che i carabinieri stanno cercando di verificare mediante la visione delle telecamere di sicurezza presenti nella zona teatro della tragedia.

Il giovane, come accennato in precedenza, è uno sportivo. Nonostante la giovane età è già conosciuto nel mondo della boxe: ha, infatti, all’attivo numerosi incontri e un buon numero di vittorie. Il giovane, fino al 2023, militava nella Pugilistica Massese. Nel corso della sua carriera si era, inoltre, qualificato alla semifinale dei campionati giovanili italiani mentre nel 2023 aveva anche vinto un torneo. Nel luglio del 2022 aveva partecipato al memoriale “Samuele Morabito”, atleta della Pugilistica Massese morto a 22 anni a causa di una terribile malattia.

Il minorenne, nella notte tra sabato e domenica scorsa, sarebbe stato in compagnia Ionut Alexandru Miron di 23 anni ed Eduard Alin Carutasu di 19 anni. Pare, ma la circostanza è da verificare, che ci sarebbe stato un rimprovero da parte di Gabriele Tognocchi, cognato di Bongiorni. L’uomo aveva visto dei ragazzi lanciare delle bottiglie e dei bicchieri. A quel punto la tensione sale. Inizia, così, una discussione. Il 17enne avrebbe dato un pugno a Bongiorni, che è caduto a terra. Non solo. Perché contro il 47enne sarebbero stati sferrati anche altri colpi. Infine c’è stata la fuga per far perdere le proprie tracce.

La vittima e il gruppo di ragazzi coinvolti (tra i quali tre minorenni) non avrebbero avuto rapporti precedenti. Proprio per questo motivo secondo gli inquirenti "è difficile prevedere l’eventuale configurarsi delle circostanze aggravanti per futili motivi, senza conoscere i motivi dell’azione criminosa".

Potrebbe configurarsi il reato di omicidio volontario con dolo d’impeto, tenuto conto dell'estrema velocità di quanto è avvenuto. I due giovani finiti in carcere hanno dei piccoli precedenti penali e non hanno un lavoro stabile. La sera dell'omicidio non erano sotto l’effetto dell'alcol.

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