Ha un nome e un volto l'uomo precipitato da un palazzo di via Nerino a Milano, in pieno centro, lo scorso venerdì. Si tratta di Alexander Adarich, 54enne nato a Pavlohard (Ucraina), che nel 2006 era stato inserito tra i cento top manager del suo Paese dopo una rapida ascesa nel mondo bancario. Gli investigatori della Squadra Mobile di Milano, coordinati dal pm Rosario Ferracane, sospettano che l'uomo sia stato lanciato giù dalla finestra dell'appartamento airbn quando era già morto. Motivo per il quale, come anticipa il Corriere della Sera, è stata aperta un'inchiesta con l'ipotesi di omicidio.
I sospetti su un uomo misterioso
Un puzzle a cui mancano numerosi tasselli. A partire dall'uomo misterioso che la custode dello stabile avrebbe visto affacciarsi dopo la caduta del banchiere. La donna avrebbe riferito agli investigatori che lo sconosciuto, verosimilmente straniero, poi si sarebbe precipitato in cortile: "Cosa è successo?", le avrebbe chiesto in inglese prima di svanire nel nulla. C'è di più. Nella camera in cui alloggiava la vittima, fino a pochi istanti prima del volo fatale, ci sarebbero stati anche altri uomini. Chi indaga ipotizza che possano essere coinvolti nell'omicidio, anche se si attende l'esito dell'autopsia per chiarire le circostanze del decesso.
Il giallo dei documenti e l'ipotesi di omicidio
Da una prima ricostruzione è emerso che l'appartamento turistico di via Nerino non risulta affittato a nome del banchiere ucraino. Non solo. Nella stanza sarebbero stati trovati alcuni documenti con altre nazionalità ma foto e identità della vittima. Da qui l'ipotesi che qualcuno possa aver organizzato una messiscena nel tentativo di simulare un suicidio e depistare le indagini. Sta di fatto che non è ancora chiaro perché Adarich si trovasse a Milano in quei giorni, forse per concludere un affare. Ma di che tipo? E soprattutto, con chi? Nessun dubbio, invece, sull'itinerario del 54enne: è arrivato nel capoluogo lombardo la mattina del 23 gennaio e sarebbe dovuto ripartire la sera stessa.
Chi è la vittima
Quanto ad Adarich, stupisce la rapida ascesa nel mondo bancario ucraino negli anni più caldi del conflitto con la Russia.
Il 54enne, infatti, in meno di un ventennio è diventato un nome di spicco nel mondo degli affari, rivestendo incarichi di alto profilo manageriale in numerosi istituti di credito, come la UkrSibbank, dove dal 2002 al 2006 è stato presidente del Cda. Il suo nome compare in altre società con sede in Lussemburgo e "altri paradisi offshore", scrive il Corriere. Un altro giallo in questa storia dai contorni di una spy story con epilogo drammatico.