Cronaca nera

Omicidio Nada Cella: "Elementi insufficienti". Prosciolta l'ex insegnante

Il delitto si consumò a Chiavari il 6 maggio 1996. Annalucia Cecere era accusata di omicidio aggravato. Prosciolti dall'accusa di favoreggiamento e false dichiarazioni anche l'avvocato Marco Sorraco e la madre di quest'ultimo

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Non ci sarà nessun processo a carico di Annalucia Cecere, l'ex insegnante di Bove (Cuneo) indagata per l'omicidio di Nada Cella, uccisa a Chiavari il 6 maggio 1996. La decisione del giudice Angela Maria Nutini è di non luogo a procedere nei confronti della donna, oggi 58enne. Sono stati prosciolti dall'accusa di favoreggiamento e false dichiarazioni anche l'avvocato Marco Sorraco, titolare dello studio in cui lavorava Cella, e la madre di quest'ultimo, Marisa Bacchioni.

La sentenza

Come anticipa il Corriere.it, la sentenza emessa stamattina, 1 marzo, è legata alla legge Cartabia che prevede il rinvio a giudizio degli indagati solo se gli elementi raccolti dall'accusa sono tali da arrivare a una "ragionevole previsione di condanna". Ciò detto Annalucia Cecere, finita sott'accusa nel processo bis, avviato due anni fa, è stata prosciolta "per non aver commesso il fatto". Mentre Marco Sorraco e Marisa Bacchioni non andranno a processo "perché il fatto non sussiste". Gli indagati non erano presenti in aula alla lettura del dispositivo.

Il legale della famiglia Cella: "Siamo dispiaciuti"

Ad attendere la decisione del giudice, in Tribunale a Genova, c'erano invece Silvana Smaniotto e Daniela, rispettivamente la madre e la sorella di Nada Cella. A parlare per loro l'avvocato Sabrina Franzone: "Non c'è la aspettavamo. Siamo dispiaciuti. Credevo in una celebrazione del processo giusto e doveroso. Ma la magistratura, grazie a Dio, decide in maniera autonoma e il giudice ha deciso così. Ora aspetteremo le motivazioni, poi se ci saranno gli estremi, sicuramente andremo in appello". "Questa decisione non sposta e non cambia quello che la famiglia sa - ha aggiunto il legale della famiglia Cella - La verità in tribunale è difficile che abbia la V maiuscola. Le cose sono state ricostruite dalla Procura e dalla polizia giudiziaria che hanno fatto un lavoro enorme e mi dispiace anche per loro. Questo epilogo mi dispiace molto, professionalmente e, molto di più, umanamente. Ci abbiamo messo il cuore sopra e siamo profondamente convinti del lavoro fatto dalla magistratura. Il fascicolo è composto da una immensità di atti, evidentemente per il giudice non sufficienti".

Caso chiuso?

La decisione del giudice Anna Maria Nutini è arrivata dopo circa due anni e mezzo di indagini. Ma non è detto che l'inchiesta sull'omicidio di Nada Cella sia destinata all'archiaviazione. La Procura di Genova potrà fare ricorso in Appello ed eventualmente, se lo riterrà opportuno, anche in Cassazione.

Resta però una grande amarezza, soprattutto per la madre di Nada, che da 28 anni chiede giustizia e verità per l'assassinio della figlia.

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