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"Perché le scarpe di Yara sono pulite". La difesa di Bossetti torna sulla scena del crimine

In un podcast l’avvocato di Massimo Bossetti risponde alle domande su una presunta anomalia relativa a scarpe e calzini ritrovati addosso a Yara Gambirasio

"Perché le scarpe di Yara sono pulite". La difesa di Bossetti torna sulla scena del crimine
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Perché le scarpe che indossava Yara Gambirasio al momento del ritrovamento a Chignolo d’Isola sarebbero pulite e i calzini non lo sarebbero? È una domanda che si è posta il podcaster Federico Liguori e che è stata posta all’avvocato Claudio Salvagni, che rappresenta la difesa di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Brembate di Sopra.

Yara Gambirasio scomparve il 26 novembre 2010 dal paese in cui viveva, e il suo corpo fu rinvenuto per caso in un campo di Chignolo d’Isola il 26 febbraio 2011, ovvero tre mesi dopo la scomparsa. Liguori, nel suo video su YouTube, ha mostrato le carte dell’indagine e quindi le immagini di scarpe e calzini indossati dalla 13enne quando venne uccisa: a suo avviso è una contraddizione che i calzini siano incredibilmente sporchi, mentre le scarpe, delle sneakers invernali, si mostrerebbero invece molto più pulite.

I calzini - spiega Salvagni - sono molto imbrattati. È un elemento importante per sottolineare come ci siano due macchie di sangue, individuate dagli inquirenti, fotografate, misurate e analizzate. Il calzino in sé non è imbibito di sangue, ma di fluidi cadaverici, che sono due cose differenti, quindi il calzino in realtà è così come lo si vede nella fotografia, forse oserei dire che dal vivo è ancora più sporco, anche perché le fotografie riportate nei documenti ovviamente non sono in alta definizione e sono soltanto delle fotocopie a colori, quindi non consentono di apprezzare anche i particolari più piccoli”.

Diverso il discorso sulle scarpe, secondo l’avvocato, perché le immagini non renderebbero conto del loro interno: “Esaminando le scarpe, anche queste conservate adeguatamente in sacchetti sigillati, si nota come queste sembrerebbero uscite da una scarpiera. Sono assolutamente pulite. La parte più significativa per me non è il loro stato di conservazione esterno, ma lo stato di conservazione interno, cioè il plantare che si vede e tutta la parte limitrofa al plantare, che è completamente intonso, pulitissimo, veramente pulitissimo, e mal si concilia con dei calzini invece così sporchi, con addirittura due macchie di sangue ben individuate, una sul calzino destro e una sul calzino sinistro, che avrebbero dovuto a mio modesto avviso imbrattare anche la superficie interna delle scarpe”.

Questo dettaglio potrebbe rappresentare un dubbio relativo alla ricostruzione della dinamica effettuata dagli inquirenti, una ricostruzione in cui Yara Gambirasio avrebbe cercato di sfuggire al suo assalitore, che l'avrebbe lasciata ferita e sfinita morire in quel campo.

Non solo: come mai le scarpe potrebbero essere pulite dopo tre mesi in quel campo? “Il fatto che siano le stesse scarpe trovate all'atto di ritrovamento e siano così particolarmente pulite fa sorgere spontaneamente la riflessione che non è molto compatibile con la ricostruzione offerta dagli inquirenti e poi che troviamo delle sentenze”, ha concluso il legale, anche alla luce della presunta scarsa quantità di terriccio che sarebbe presente sulle suole.

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