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Svolta nella scomparsa di Daniela Ruggi: suoi i resti in un casolare sull’Appennino

La donna era scomparsa nel 2024 dopo essere stata dimessa dall'ospedale di Sassuolo per un malore

Screen "Chi l'ha visto?"
Screen "Chi l'ha visto?"
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I resti rinvenuti il 1 gennaio da due escursionisti in una antica torre diroccata sull'Appennino sono di Daniela Ruggi, la donna scomparsa dalla sua abitazione il 19 settembre del 2024, dopo che il giorno prima era stata avvistata per l'ultima volta e dopo essere stata dimessa dall'ospedale di Sassuolo in seguito ad un malore. A sporgere denuncia per la sua scomparsa era stato il sindaco di Montefiorino Maurizio Paladini. L'edificio diroccato si trova a breve distanza dall'abitazione della donna a Vitriola di Montefiorino, sull'Appennino modenese. La madre e la sorella di Daniela Ruggi "comprensibilmente sconvolte per le recenti notizie, in attesa di definitiva conferma, non intendono rilasciare nessuna dichiarazione in merito". Così ha dichiarato l'avvocato della famiglia, Guido Sola, ai giornalisti che chiedevano informazioni.

Dal giorno della sparizione non c'è stata più nessuna notizia della 32enne e da quel momento erano state avviate ufficialmente le ricerche ma quelle fatte a Vitriola e nei territori limitrofi non hanno dato esito. Non è chiaro se quel casolare sia stato ispezionato nel corso delle ricerche ma il 1 gennaio quando i due escursionisti vi hanno fatto ingresso hanno trovato il teschio poggiato su una trave. I resti sono stati inviati all'anatomopatologa Cristina Cattaneo che ha attribuito il Dna a Ruggi e per il momento la causa più probabile per la morte continua a essere l'omicidio. Nessuna informazione ufficiale è stata fornita da Procura e Carabinieri sul caso. L'unico indagato continua a essere Domenico Lanza, 67anni, conosciuto come lo sceriffo e finito nel mirino della magistratura dopo aver mostrato alcuni indumenti intimi di Ruggi custoditi nella propria auto in diretta durante una trasmissione tv.

Pare che l'uomo frequentasse la 32enne ma ha ribadito di non avere nulla a che fare con la sua morte. Nel frattempo è potuto tornare nella sua abitazione dissequestrata. "Sono passati quattordici mesi da quando me ne sono andato. Dopo la perquisizione ho trovato la mia casa ammalorata, cassetti e armadi aperti. I soffitti sono pieni di muffa. In questo stato non è abitabile ed io ora ho bisogno d'aiuto", ha dichiarato alla stampa.

Lanza nei mesi scorsi è stato anche destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere perché, nel corso della perquisizione, sono state trovate armi non denunciate nella sua abitazione.

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