I nomi sono impronunciabili, come da tradizione finnica: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist. Due uomini e una donna (Jenni). Ma non importa. È a loro che le famiglie dei quattro sub i cui cadaveri da quattro giorni sono prigionieri di una grotta a diverse decine di metri di profondità guardano con speranza per potere riaverli a casa, per poterli piangere, far loro un funerale. I loro curricula sono impressionanti: Paakkarinen ha scoperto numerosi relitti storici della Seconda guerra mondiale nel Baltico e mappato sistemi di grotte complesse e guida il gruppo. Westerlund è specializzata in mappatura e riprese e da tempo collabora con gli altri due del team. Grönqvist è un vigile del fuoco, sommozzatore di soccorso e subacqueo tecnico, con un bagaglio di immersioni in miniera e in grotta.
I tre sub finlandesi sono una squadra specializzata che fa capo a Dan Europe, una associazione che dal 1983 si occupa della salute e della sicurezza della «community» degli appassionati di immersioni di tutto il mondo e di fornire loro coperture assicurative. Dan Europe è un’organizzazione no profit che ha sede legale a Malta e quella operativa in Italia, a Roseto, in provincia di Padova, conta attualmente oltre 400mila associati, e nacque 43 anni fa per iniziativa di un gruppo di appassionati sub e medici iperbarici intenzionati a garantire, attraverso ricerca internazionale, campagne, corsi di formazione e altre attività, di innalzare lo standard di sicurezza della comunità subacquea internazionale. Sul sito dell’associazione si legge: «Aumentiamo la sicurezza subacquea facendo, promuovendo o fornendo: assistenza medica subacquea, ricerca scientifica, corsi di primo soccorso, campagne, progetti e risorse per la sicurezza ». Tra le altre cose Dan Europe promuove pratiche di immersione consapevole e responsabilità ambientale, attività di «diving safety» a livello globale, trattando tra i 1.600 e i 1.800 incidenti annui, centrali mediche 24h che coordinano il soccorso in casi di emergenza e interventi altamente specializzati. Ma un’azione fondamentale è la sensibilizzazione della comunità di subacquei sui temi della conoscenza e della consapevolezza. «Noi crediamo nei subacquei, nella loro sete di sapere e la loro abilità e attenzione alle problematiche sulla sicurezza», scrive Alessandro Marroni, presidente del Dan Europe, sullo stesso sito.
In situazioni critiche, come incidenti in grotte o in ambienti remoti, Dan supporta la gestione delle evacuazioni, individua le strutture iperbariche più idonee e assicura il collegamento tra i team tecnici e il personale medico specializzato. Per l’intervento all’atollo di Alimathà i tre esperti finlandesi, coadiuvati da un quarto esperto e dalla Guardia costiera delle Maldive, stanno utilizzando sistemi tecnici avanzati, tra cui rebreather a circuito chiuso, potenti Dpv (Diver Propulsion Vehicles, di fatto scooter subacquei) e configurazioni di supporto vitale.
Tecnologie, spiega la compagnia assicurativa specializzata in attività subacquee, ieri nelle immersioni esplorative «hanno consentito ai subacquei di effettuare in sicurezza una prolungata penetrazione in grotta profonda, mantenendo margini operativi di sicurezza estremamente elevata».