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Zoe era ancora viva quando è stata gettata nel canale

I risultati dell’autopsia: la 17enne morta per la caduta. Alex Manna l’aveva picchiata Preso carabiniere

Zoe era ancora viva quando è stata gettata nel canale
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Era ancora viva la 17enne Zoe Trinchero quando è stata gettata in un canale a Nizza Monferrato, nell'Astigiano, dall'amico Alex Manna, 19 anni, ora in carcere con l'accusa di omicidio aggravato da futili motivi. L'autopsia effettuata ieri mattina sul corpo della giovane ha stabilito che la morte è stata determinata dalla caduta da un'altezza di circa tre metri e dal conseguente impatto con il terreno. Quando Manna l'ha aggredita era probabilmente priva di sensi, ma in vita. L'esito dell'esame autoptico rafforza il quadro accusatorio, facendo perdere consistenza ad un'eventuale ipotesi di omicidio preterintenzionale.

Il killer si sarebbe poi unito agli amici per le ricerche e sarebbe stato visto piangere vicino al luogo del delitto. Dopo aver cercato di allontanare da sé i sospetti - accusando un trentenne di origine africana che ha rischiato il linciaggio da parte degli della vittima - Manna ha confessato ai carabinieri che durante una discussione aveva colpito Zoe con un pugno, o forse di più, ma non ha saputo spiegare il perché. Poi, dopo averle messo le mani al collo, l'ha lasciata cadere nel canale, abbandonandola senza chiedere aiuto. Durante il primo interrogatorio, davanti al pm, non ha dunque saputo spiegare il movente, limitandosi a dire che aveva avuto una relazione due o tre anni fa con la ragazza, poi terminata per un suo tradimento, che lui avrebbe voluto riallacciare e lei no. Versione smentita dalla migliore amica di Zoe, che ha detto di essere stata lei legata per un anno e mezzo ad Alex, il quale avrebbe avuto nei suoi confronti atteggiamenti ossessivi e a volte aggressivi.

I due amici che hanno ritrovato il corpo hanno raccontato a Storie Italiane su Rai 1 che due settimane prima del delitto Manna aveva tentato un approccio con la ragazza. Poi i tragici dettagli di quando hanno visto Zoe nel canale: «Era qui sotto, c'era tanta acqua. Per terra invece un telefono, gli occhiali e le sigarette sparse. Siamo scesi subito e l'abbiamo spostata perché aveva la testa in acqua. Avevamo già capito che non c'era più niente da fare. Appena l'abbiamo vista, abbiamo detto Quella è Zoe. Aveva ferite sul viso e si vedeva che era gonfia, forse cadendo ha sbattuto la testa». C'era anche Alex con loro, che fingeva di essere disperato: «È sceso a piangerle addosso e a urlare è colpa mia che non l'ho salvata, l'ho lasciata da sola». I ragazzi raccontano di avergli creduto: «Era lucido, tremava e continuava a piangere.

Ha incolpato subito un ragazzo di colore che solo l'intervento dei carabinieri ha salvato dal linciaggio».

Gli amici hanno notato un cambiamento nel tempo in lui: «Quando lo abbiamo conosciuto sembrava un mollaccione, nelle ultime storie social sembrava molto più estroverso e sicuro, con musica gangster e trap».

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