25 aprile, follia centri sociali: così se ne fregano del virus

Da Milano a Napoli passando per Torino, Bologna e Roma gli antagonisti dei centri sociali si sono scontrati con le forze di polizia che cercavano di far rispettare le misure di contenimento anti-coronavirus

25 aprile, follia centri sociali: così se ne fregano del virus

Da Nord a Sud, il lockdown non ferma i centri sociali che hanno scelto di scendere in piazza per la Festa della Liberazione. Da Milano a Napoli passando per Torino, Bologna e Roma gli antagonisti si sono scontrati con le forze di polizia che cercavano di far rispettare le misure di contenimento anti-coronavirus.

A Milano, una delle città più colpite dal Covid-19, hanno sfilato i militanti dei Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo (Carc), movimento politico extraparlamentare di ispirazione marxista-leninista e maoista. Verso mezzogiorno, tra via Democrito e via Padova, ci sono state forti tensioni con gli agenti di polizia che hanno sorpreso una quindicina di antagonisti mentre decoravano le lapidi dedicate ai partigiani con drappi rossi. Nel giro di pochi istanti si è creato una piccola rissa e una ragazza è stata ammanettata e portata in questura, mente un’altra è caduta per terra. Ad opporsi ai poliziotti, oltre a vari giovani, c’era anche un anziano. I Carc, dalla loro pagina Facebook, hanno accusato la polizia di “squadrismo istituzionale” e hanno aggiunto: "Lo stato borghese si smaschera definitivamente calpestando il 25 Aprile e, con esso, la vuota retorica su democrazia e libertà”. E per finire hanno attaccato “la propaganda di regime e le norme anticontagio” con cui il governo e le istituzioni “stanno provando a imbavagliare il 25 aprile”. Un secondo corteo non autorizzato, ideato sempre da esponenti dei centri sociali, è partito all’angolo tra via Evangelista Torricelli e via Ascanio Sforza in direzione di piazza XXIV Maggio. Qui, però, le pratiche di identificazione dei manifestanti si sono svolte senza incidenti di sorta.

A Torino, il centro sociale Gabrio ha annunciato stamane che avrebbe sfilato per le vie del quartiere San Paolo. “Èpiù che mai il momento di riprenderci gli spazi di cui ci hanno privato, rivendicando che sappiamo prenderci cura delle nostre comunità, è il momento di tornare insieme per continuare la Liberazione", si legge in un post sulla loro pagina Facebook. Durante il corteo indetto per omaggiare il partigiano Dante di Nanni, i militanti hanno esposto alcuni striscioni fra cui "Il capitalismo è il virus, la resistenza è la cura" e "zona San Paolo antifascista". In provincia di Bologna, a Malalbergo, invece, un auto del Comune ha percorso le vie del paese per far ascoltare alla cittadinanza Bella Ciao, la canzone simbolo dei partigiani. Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia si è detta stupita della manifestazione tenutasi stamane nel capoluogo dell'Emilia Romagna in via Pratello: "Nonostante le disposizioni chiarissime delle Autorità, decine di persone si sono assembrate nella zona, senza nemmeno rispettare le distanze di sicurezza", ha detto la senatrice forzista.

Nella Capitale, nel quartiere Pigneto, si è creato un vero e proprio assembramento denunciato anche sulla pagina del leader della Lega, Matteo Salvini. "Oggi a Roma. Senza polemica, solo una riflessione. Gli Italiani sono chiusi in casa per via del coronavirus, niente funerali, messe e matrimoni, niente bimbi nei parchi giochi, multe a chi corre o porta il cane lontano da casa. Ma con la bandiera rossa tutto è possibile. Boh...", ha scritto l’ex ministro dell’Interno.

Molto duro anche il commento del senatore forzista Maurizio Gasparri che punta il dito contro i centri sociali e dice: “Mentre il resto degli italiani sono costretti a rimanere a casa con grande sacrifico, molti bambini non possono giocare all'aria aperta, tanti non possono dare l'ultimo saluto a familiari e amici defunti e se per qualcuno esce, senza una giusta ragione, viene multato severamente, oggi a Roma, nel quartiere Pigneto, c'è stata una vera e propria adunata illegale con intere famiglie e qualche striscione per commemorare il 25 aprile”.

A Napoli, esponenti dei centri sociali hanno sfilato insieme ai disoccupati con striscioni firmati dal gruppo di disoccupati “7 Novembre” che chiedono “Salario, reddito e tamponi per tutti. Stop ad affitti e bollette”. Stamattina, mentre il sindaco Luigi De Magistris deponeva di una corona di allora davanti alla targa commemorativa all’interno di Palazzo San Giacomo, sede del Comune, all’esterno si verificavano momenti di alta tensione tra i manifestanti e le forze dell’ordine. Due dei presenti, si legge su Fanpage, sono stati portati in Questura per accertamenti, mentre gli altri manifestanti intonavano "Bella Ciao".