Addio ad Augusto Reina, patron dell’amaretto Disaronno

L’imprenditore varesino è morto mercoledì sera a quasi 80 anni. Con lui il liquore dall’inconfondibile sapore a base di mandorle è stato esportato, con successo, in tutto il mondo. Domani il funerale nella sua Saronno

Addio ad Augusto Reina, patron dell’amaretto Disaronno

Saronno, e non solo, piange Augusto Reina, imprenditore illuminato che ha portato nel mondo l’amaretto di Saronno, marchio Disaronno. Classe 1940, è morto mercoledì sera.

Reina, un uomo innovatore e poliedrico, era amministratore delegato dell’Illva Saronno, acronimo di Industria lombarda liquori, vini e affini, una delle più importanti aziende a livello planetario che, oltre al Disaronno, vanta marchi come Tia Maria, Artic, Isolabella, Zucca, Aurum. Con Reina il liquore a base di mandorle è diventato apprezzatissimo anche all’estero.

Ma l’uomo di Saronno non solo amava molto il suo lavoro, ma aveva altresì tante passioni, dalla musica all’arte allo sport. E una società calcistica in particolare lo piange, la Caronnese, di cui era diventato presidente dopo essere entrato negli anni ’90 nel consiglio. Grazie alla sua gestione manageriale la società è riuscita a crescere: la prima squadra è passata negli anni dalla promozione alla serie D. “Ciao Pres” l’hanno salutato i rossoblù.

I funerali si svolgeranno domani, 22 febbraio, alle 14.30 nel santuario della Beata Vergine dei miracoli in centro a Saronno. A guardare Reina dall’alto delle pareti e delle volte affrescate ci saranno anche la Madonna e i santi dipinti tra il 1525 e il 1532 da Bernardino Luini, figure in qualche modo legate proprio al liquore del colore dell'ambra.

Secondo la leggenda infatti l’artista, allievo di Leonardo da Vinci, si era infatuato della bella locandiera che lo ospitava tanto da sceglierla come modella per ritrarre la madre di Gesù. Per ringraziarlo, la giovane gli fece omaggio di un liquore dal colore ambrato a base di zucchero tostato e di mandorle amare.

All’epoca molte famiglie preparavano i loro distillati e i loro digestivi e tra queste c’era anche la famiglia Reina. Nel 1600 Giovanni Reina riscoprì l’antica ricetta e generazione dopo generazione la famiglia arrivò ad aprire nel 1947 l’Illva Saronno.

Sull’etichetta del Disaronno infatti è riportata la data che rimanda alle sue radici: “since 1525”.

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