Spunta una nuova rotta (in aereo): ​così i migranti arrivano in Italia

Lo scorso luglio, a Ciampino, è stato fermato un somalo giunto in Italia dopo diversi viaggi in aereo. I trafficanti sfruttano anche altri mezzi per portare migranti nel nostro Paese

Spunta una nuova rotta (in aereo): ​così i migranti arrivano in Italia

Non più solo barconi e gommoni che provano pericolose traversate nel Mediterraneo. I trafficanti di esseri umani hanno iniziato ad usare anche gli aerei per mandare in Italia quanti più migranti possibili.

È emerso questo dall'inchiesta che nei giorni scorsi ha portato in carcere un cittadino somalo, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione. L'indagine, curata dal sostituto procuratore di Roma Roberta Capponi, ha svelato nuove rotte dell'immigrazione fino ad oggi sconosciute.

Un somalo fermato a Ciampino

Tutto è iniziato nello scorso mese di luglio. Nell'aeroporto romano di Ciampino da un volo proveniente da Atene è atterrato un ragazzo somalo di 16 anni. Così come sottolineato su IlMessaggero, il minorenne aveva con sé un documento falso. Si trattava della carta di identità di un cittadino italiano, il quale l'aveva smarrita a Berlino. Qualcuno ha tolto la foto originaria, sostituendola con quella del sedicenne somalo.

Una volta atterrato a Roma, il ragazzo ha iniziato a raccontare tutti i particolari del suo viaggio. La prima tappa è stata Istanbul: qui il sedicenne, nel gennaio 2020, è arrivato come studente grazie a un volo di linea partito da Mogadiscio, capitale della Somalia e sua città di origine. L'influenza della Turchia nel Paese africano è in costante ascesa e lo testimoniano anche i voli sempre più frequenti tra le due nazioni.

Non è quindi difficile per un somalo decollare alla volta della metropoli turca. Una volta arrivato sulle rive del Bosforo, il ragazzo è stato ospitato da un gruppo di connazionali per un mese. Successivamente è iniziato il viaggio in macchina verso la Grecia. Il tutto grazie a un gruppo composto sia da turchi che da greci che, dopo aver sborsato 900 Euro, lo hanno aiutato a varcare il confine.

Una volta nel Paese ellenico, il ragazzo somalo ha raggiunto Atene. La capitale greca è stata la penultima tappa del suo viaggio. In questa città è stato ospitato da altri connazionali per diverse settimane. Poi ha trovato un contatto che gli ha promesso di fornirgli tutto quanto necessario per raggiungere l'Italia in aereo. Dai biglietti ai documenti falsi, il “pacchetto” è costato qualcosa come 5.500 Euro.

Una cifra enorme rapportata al guadagno medio mensile di un cittadino somalo, il quale si aggira intorno ai 350 Euro: “Lo metto in contatto con mia madre – ha raccontato il ragazzo somalo ai finanzieri dell'aeroporto di Ciampino, con riferimento al suo connazionale che lo ha aiutato nell'ultima tappa del suo viaggio – L'accordo è che venga pagato con money transfer. La somma verrà trasferita al momento del mio arrivo a Roma. Nel frattempo un nostro conoscente comune a Mogadiscio fa da garante”.

In un caldo pomeriggio dello scorso luglio, in una fase dove erano in vigore meno restrizioni relative all'emergenza coronavirus, è stato contattato dal suo connazionale per raggiungere l'aeroporto di Atene. Qui al sedicenne è stata presentata una donna ucraina, la quale ha avuto il compito di accompagnarlo durante il volo. L'aereo è quindi atterrato a Roma, dove poi l'intera vicenda è saltata fuori.

La nuova rotta

Del sedicenne oggi non si sa più nulla. Scortato all'interno di un centro di accoglienza per minori, da lì è poi scappato. Ma la sua storia ha permesso di fare luce sui flussi migratori in cui vengono usati gli aerei. Per il momento sarebbero soltanto una ventina in tutto i migranti fermati nei nostri aeroporti. Ma gli inquirenti sono convinti che i numeri siano ben più alti.

Le rotte tradizionali con i barconi rimangono quelle più usate dai trafficanti. Lo dimostrano anche i dati complessivi riguardanti il 2020, dove gli sbarchi sono triplicati rispetto all'anno precedente. Ma l'arrivo di migranti con mezzi aerei è un fenomeno che potrebbe consolidarsi in futuro. C'è infatti il vantaggio per gli “scafisti del cielo” di celare i viaggi della speranza dietro una parvenza di legalità.

Intanto la procura di Roma ha rintracciato il cittadino somalo che ha aiutato il suo connazionale ad arrivare da Atene all'Italia. Adesso si trova all'interno del carcere di Regina Coeli. Da qui potrebbe raccontare altri dettagli sulle nuove rotte migratorie.

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