Aggressione in carcere femminile: poliziotta ferita

È stata dimessa con 10 giorni di prognosi l'agente penitenziaria ferita da una detenuta straniera nel carcere di Vercelli, il sindacato protesta

Aggressione in carcere femminile: poliziotta ferita

È il sindacato Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) ha rendere noto l'ennesima aggressione da parte di un detenuto nei confronti di un agente. Stavolta il fatto è avvenuto nel carcere femminile di Vercelli, l'11 Dicembre scorso, solo un paio di giorni dopo un altro brutale attacco avventuto nel carcere di Palermo che ha visto feriti ben 4 agenti di polizia penitenziaria.

Al termine dello spettacolo musicale organizzato nei giorni scorsi in occasione delle festività di Natale, una detenuta ventenne di origine stranieria, che sta scontando una condanna per omicidio, rapina, lesioni e altri gravi reati, ha colpito violentemente l’agente a calci e pugni. Quest'ultima è stata portata in ospedale per le cure mediche e le sono stati dati 10 giorni di prognosi.

Proprio un problema sorto durante lo spettacolo ha dato il via all'aggressione fa sapere il sindacato che non perde l'accasione per continuare la sua denuncia delle condizioni di insicurezza in cui lavorano gli agenti penitenziari: "Si tratta dell’ennesimo episodio in cui è la Polizia Penitenziaria a fare le spese di un sistema in cui l’assenza di sostanziale legalità e di regole certe rende possibile che i detenuti colpiscano impunemente chi rappresenta lo Stato e i principi della civile convivenza. Peraltro - continua il Segretario Generale dell’Osapp Leo Beneduci- in tali condizioni è quanto mai urgente che il Guardasigilli Bonafede e il Sottosegretario delegato Morrone si preoccupino da un lato di dotare la Polizia Penitenziaria di maggiori organici (atteso che gli attuali sono stati falcidiati da innumerevoli e ingiustificate riduzioni anche dalla c.d. legge Madia) nonché di concreti strumenti anti aggressione quali spray al peperoncino e teaser e d’altro canto, stante la scadenza degli incarichi di alcuni degli attuali Dirigenti Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria di assegnare nuove e più idonee figure a tali incombenze laddove sia confermato il fallimento dei presenti e ciò non solo nell’interesse interno agli istituti di pena ma anche per la sicurezza della intera collettività”

Le richieste di mezzi adeguati per la difesa personale si fanno sempre più insistenti, vedremo se il Ministro Bonafede ascolterà l'ennesimo appello del sindacato.

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