La Alan Kurdi sfida il Viminale "Non sbarcheremo in Libia"

Sea Eye ha rifiutato di attraccare a Tripoli come indicato dalla Guardia Costiera libica. Salvini: "In Italia non entrate"

Foto di repertorio
Foto di repertorio

La Alan Kurdi, la nave dell'ong Sea Eye che ha salvato 40 migranti nel Mediterraneo vuol fare rotta sull'Italia. La sfida al Viminale è aperta. I responsabili della missione hanno fatto sapere che l'intenzione è quella di portare i migranti a bordo nel porto di Lampedusa. Ma di fatto la Alan Kurdi deve fare i conti con il divieto di ingresso nella acque territoriali italiane firmato dal ministro Salvini e dai ministri Trenta e Toninelli. Nelle ultime ore la nave ha ricevuto l'offerta per uno sbarco a Tripoli con un porto assegnato dalla Guardia Costiera libica. Davanti a questa offerta è arrivato il rifiuto dell'equipaggio: "Noi obbediremo al diritto internazionale e non riporteremo nessuno in un paese in guerra. La Libia non e' un porto sicuro", fa sapere l'ong tedesca che ha rispedito al mittente la proposta per una soluzione all'emergenza. Sempre la Sea Eye ha fatto sapere di aver ricevuto via mail la notifica del divieto di ingresso nelle nostre acque territoriali. Il braccio di ferro col Viminale quindi prosegue e non si ferma. Proprio il ministro Salvini ha nuovamente mandato un messaggio chiaro all'ong tedesca: "La nave Alan Kurdi, attualmente a 30 miglia dalle coste della Libia, ha RIFIUTATO il porto di Tripoli assegnatole dalla Guardia costiera libica...Ci risiamo, ONG tedesca se ne frega delle autorità internazionali. Io non mollo!".

Sullo sfondo c'è anche lo scontro9 con Berlino. Il governo tedesco ha chiesto a più riprese all'Italia di aprire i suoi porti alle navi delle ong per far sbarcare i migranti. Proprio Berlino, insieme a Parigi, sostiene il principio del "porto sicuro più vicino" per lo sbarco. Un punto questo che ha incrinato notevolmente i rapporti tra il nostro governo e quello della Merkel. Prova ne è il vertice di Helsinki finito con uno scontro acceso tra Salvini e i ministri dell'asse franco-tedesco. Scenario questo che si è ripetuto qualche settimana fa nel vertice di Parigi a cui l'Italia non ha partecipato proprio per protestare contro le scelte e le proposte di Macron e Merkel. Sulla Alan Kurdi dunque si gioca un'altra partita politica che riguarda la gestione dei flussi migratori in tutta Europa. Una partita ad alta tensione che vede da un lato gli ninhteressi franco-tedeschi e dall'altro quelli italiani. L'Europa anche questa volta non interviene e lascia Roma da sola a gestire l'ennesima crisi che riguarda una nave ong...

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