Alcoa, levato il blocco all'aeroporto di Cagliari

Gli operai di Portovesme hanno bloccato per alcune ore la circolazione, per riportare l'attenzione sulla probabile chiusura del loro stabilimento

Al termine di un confronto con i sindacati gli operai Alcoa, che dalle nove di questa mattina manifestavano davanti allo scalo cagliaritano di Elmas, hanno levato il blocco all'aeroporto. A breve dovrebbe lasciare libera l'area.

Gli operai manifestano contro la chiusura dello stabilimento di Portovesme. Dopo il dietrofront di Aurelius che trattava per l'acquisizione dello stabilimento, il ministero dello Sviluppo economico - scrive Fim Cisl in una nota - "informa che sono ripartite le verifiche sugli altri due potenziali acquirenti, il fondo klesh che non risulta interessato all’acquisizione e la multinazionale Glencore".

"Abbiamo detto ai funzionari della Questura", spiega Rino Barca della Cisl, "che non siamo in grado di garantire più l’ordine pubblico e questa, l’aeroporto, è una postazione prioritaria per noi. Sono i lavoratori che sollecitano noi, c’è poco tempo da perdere e chi deve trovare soluzioni è la politica. Ora andiamo via, ma 24 su 24 possiamo tornare e già domani programmeremo qualcosa".

Commenti

CALISESI MAURO

Mer, 22/08/2012 - 13:20

Interessante dove si produce l'acciaio si chiude per direttive legislative, qui si chiude per costi di energia elevata. Due realta' produttive strategiche per la nazione e il nostro popolo ( ah izvinitie esiste ancora il popolo italiano? ). Questi ulteriori fallimenti tuttavia sono frutto sempre di mancate decisioni o pessime decisioni. La prima non avere riformato la giustizia ( manu militare della sinistra ) la seconda aver abbandonato il nucleare ( che per fissione non brucia ossigeno quindi piu' ecologico del gas o carbone )Non so di cosa mangera' questa gente.... di cassa integrazione..... mah finche dura... ah ma chi paghera' i laboratori cinesi che evadono al 100%. Vista da 3000km la vedo male molto male!!

Massimo Bocci

Mer, 22/08/2012 - 15:05

Questi operai dell'Alcoa tra uno sciopero e l'altro, tra un'occupazione e l'altra, tra un digiuno e l'altro, trovino il tempo (caso mai con la radio di una delle tante Mercedes di sindacalisti solidali) di informarsi il clone bocconiano tecnico, vede la luce in fondo al tunnel, i suoi capi bastone sodali delle agenzie di rating dicono che se resistono e non mangiare fino al 2013 poi c'è la ripresa,...DEI LICENZIAMENTI IN TRONCO;....Poi prendano esempio dai loro padri e nonni e tornino a fare l'EMIGRATO e mandino i soldi a casa mi raccomando, cos'ì si può fare la paghetta 220 milioni di € al comunista sul colle,...Non vorranno che emigri anche lui.

killkoms

Mer, 22/08/2012 - 16:54

@massimo bocci,il compagno del colle rappresenta il modello di politico della sacra 1^repubblica,figlia della resistenza!è entrato in politica nel 1953,e ne uscirà quando finalmente l'Onnipotente vorrà,coi"piedi davanti"!

killkoms

Mer, 22/08/2012 - 17:05

@calisesi mauro,gli italiani,purtroppo,si sono imb.ecillamente fatto infinocchiare dai rossoverdi,per i quali senza energia ed infrastrutture si può avere sviluppo(sic)!basti pensare che la sola conversione a"combustibili ecologici"(si fà per dire)come carbone ed olio pesante,della centrale nucleare di montalto di castro,stoppata dal referendum del 1987,è costat al contribuente italico qualcosa come 3,6 miliardi di €!e addirittura causa gli alti costi di esercizio dovuti a talicombustibili,funziona"solo" 3000 ore l'anno contro le 8000 possibili!checchè ne pensano gli imbelli rossoverdi,pagheremo molto cara la rinuncia al nucleare, poichè saremo sorpassati da tutte quelle economie che lo impiegano,(siamo già stati sorpassati da india e sud corea che hanno il nucleare)perchè con una panda non si può inseguire una ferrari!

gian paolo ledda

Mer, 22/08/2012 - 17:18

Una delle tante manifestazioni sindacali(?) che danno il suggello definitivo sulla scarsa lungimiranza e palese incapacità di una classe politica ed imprenditoriale che ha totalmente fallito nella programmazione e nella valutazione della compatibilità economica di aziende industriali.Quando si creano poli industriali senza la necessaria compatibilità con il costo delle materie prime,il loro approvvigionamento,il costo dell'energia elettrica,purtroppo si arriva alle tragiche conclusioni che creano disagio e crisi profonda in una Isola flagellata da tante altre tristi consimili realtà.Ma va anche aggiunto che simili manifestazioni di protesta certamente non contribuiscono a creare solidarietà nella pubblica opinione,poichè le stesse -pura illusione che contribuiscano a risolvere una così pesante situazione!-,come quella posta in essere (tra tante altre)ad Elmas,non debbono creare un così profondo disagio e pesante fastidio a tutti coloro che poi ricorrono ai mezzi pubblici di trasporto (in questo caso gli aerei) per il normale disbrigo delle attività umane.Con questi metodi non si risolvono i problemi e si creano ulteriori diseconomie,per chi lavora e per chi ha scelto la Sardegna come meta turistica preferita.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Gio, 23/08/2012 - 11:49

L'Alcoa smobilita per insostenibilità della bolletta energetica. Perchè non viene detto a chiare lettere da nessuna testata? In un paese dove l'isteria ambientalista ha fatto lievitare il prezzo dell'energia a livelli del 40% superiori a quelli medi europei, solo un pazzo potrebbe continuare a produrre e ,men che meno, investire. Non solo la Sardegna ma l'intera penisola sta lentamente ed inesorabilmente collassando. Al di là delle chiacchere demenziali ed in mala fede sui tunnel e le loro uscite...

killkoms

Gio, 23/08/2012 - 19:02

@memphis35,grazie alle assudità dei verdepiello,e dei fe.ssi che si accodano!basti pensare che da calcoli fatti in un articolo del 2009 del corsera,la conversione della"costruenda"centrale nucleare di montalto di castro a termoelettrica con ecologici combustibili fossili è costata al contribuente italico oltre 3,5 miliardi di €!e che addirittura,causa alti costi di gestione dovuti ai predetti carburanti ecologiciviene fatta funzionare "solo"3.000 ore annui contro le 8.000 possibili!che geni!in germania,il"solo"paventato varo di incentivi ecologici che avrebbero fatto salire il costo della bolletta elettrica del 30%,ha fatto urlare agli industriali tedeschi il rischio deindustrializzazione!"felice"quel paese la cui costituzione permette di poter"scegliere"la politica energetica,ma non quella estera!

killkoms

Ven, 24/08/2012 - 17:17

l'alcoa va via per il costo troppo alto dell'energia elettrica in Italia, in particolare in sardegna!ebbene,mi sbaglierò ma non fù proprio la sardegna,che con un referendum si espresse contro il ritorno al nucleare prima del resto d'Italia?e allora?lo sapevano questi signori?si rinuncia all'energia e poi si pretende di conservare un'azienda ellettrivora come l'alcoa?la speranza è che prima che l'alcoa se ne vada,risani il sito di portovesme,bonificando i laghetti di sostanze acide(visibili su google earth usate per trattare il minerale primo,e che finissero ne mediterraneo farebbero un disastro maggiore di quello accaduto per colpa di un'azienda simile,nel danubio!