Alcoa, falso l'ordigno trovato sotto un traliccio

Dopo la telefonata all'Ansa di una donna, che segnalava la presenza di esplosivo vicino a un traliccio a Portovesme (Sulcis-Iglesiente), sono stati ritrovati otto candelotti collegati a un innesco

Una telefonata anonima arrivata all’Ansa stamattina attorno alle 9.15 ha segnalato la presenza di esplosivo vicino a un traliccio davanti allo stabilimento Alcoa di Portovesme (Sulcis-Iglesiente). Le verifiche del commissariato di Carbonia e della Digos hanno portato al ritrovamento, ai piedi del traliccio Terna, di otto candelotti. Legati a quattro a quattro erano sistemati ai due lati del traliccio. I candelotti si sono però rivelati un falso ordigno. All'interno soltanto del mastici. I fili elettrici collegati ad una scatola con batteria non portavano a un detonatore.

Secondo quanto si è appreso, gli artificieri dovranno disattivare la corrente elettrica del traliccio prima di procedere al brillamento dell’ordigno. Fonti della polizia avevano già confermato la presenza di un oggetto sospetto e gli specialisti erano al lavoro per verificare se si trattasse effettivamente di una bomba, così come segnalato.

Secondo quanto riferito da fonti della polizia, a chiamare l’agenzia è stata una donna dal lieve accento straniero. Intanto, ieri i tre operai che per protesta erano saliti sulla torre, asserragliati a 70 metri di altezza, sono scesi dopo quattri giorni di protesta. Il tutto dopo che l'azienda aveva annunciato che nessun soggetto si era fatto avanti per acquisire l'impianto e che stavano per essere avviate le procedure di chiusura.

Commenti

Occam

Sab, 08/09/2012 - 12:55

L'Alcoa necessita di enormi e costanti quantità di energia elettrica - la metallurgia dell'alluminio è così, e non c'è speranza di invenzioni a breve. Ergo, la componente energetica è il maggior costo in assoluto e da questo costo viene determinato il costo del prodotto. Fino a che c'erano le agevolazioni, poteva essere competitiva, senza è in perdita netta, ed un'azienda in perdita o chiude prima di andare in rovina o chiude perchè fallisce in quanto andata in rovina, indipendentemente dalla gestione nazionale o extranazionale. L'unica soluzione sarebbe avere una sorgente di energia elettrica (centrale) vicina ed a basso costo, il che per l'Italia è un bel sogno, ad oggi, ed in Sardegna anche di più visto che è un'isola. Brutto da dire, ma chi è causa del suo mal... Ed il carbone sardo purtroppo non è utilizzabile, in quanto pieno di zolfo e pulirlo prima di bruciarlo o pulire i fumi di combustione è estremamente costoso, rendendo costosa anche l'energia prodotta (anidride carbonica - CO2 - a parte).

FRANCO1

Sab, 08/09/2012 - 13:14

Chissà chi è che ha interesse a gettare fango sul popolo sardo che tenta di difendere il posto di lavoro.

demoral

Sab, 08/09/2012 - 14:32

Franco1 nessuno vuole buttare fango sul popolo sardo che tenta di difendere il posto di lavoro, però, purtroppo la realtà è quella descritta perfettamente da Occam12:55

guidode.zolt

Sab, 08/09/2012 - 15:14

avranno scambiato i tubi di silicone per candelotti...

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Dom, 09/09/2012 - 01:38

Il grave errore del TG5 è stato di mandare in onda l'intervista di un operaio che nascondeva la propria identità con un passamontagna. Si crea un precedente inaccettabile per una informazione corretta e per il rispetto della legge. Chi si celava dietro quel passamontagna? Un operaio dell'ALCOA o un terrorista?