"C'è rischio Shiga tossine": il supermercato ritira un lotto di carne cruda

Il ministero della Salute invita a non consumare la carne identificabile dai codici forniti ed a restituirla al medesimo punto vendita

"C'è rischio Shiga tossine": il supermercato ritira un lotto di carne cruda

Il ministero della Salute e la Coop, come segnalato da "Ilfattoalimentare.it", lanciano l'allarme di rischio microbiologico per uno specifico lotto di carne, risultato non conforme alle verifiche igienico-sanitarie effettuate durante la giornata dello scorso martedì 16 marzo, quando è partito ufficialmente anche l'alert. Ovviamente è scattata la ricerca di tutte le partite contenenti lo specifico prodotto, con lo scopo di ritirarlo dal mercato e di fornire ai clienti che lo avessero già acquistato le informazioni necessarie per individuarlo e restituirlo tempestivamente al medesimo punto vendita.

Il lotto incriminato

Il prodotto ricercato, per la precisione, è quello indicato dalla seguente denominazione: "La Battuta di Fassone Piemontese / Battuta Bovadpmt classica g200". Si tratta di un lotto marchiato "Cascina La Marchesa – Faccia Fratelli Srl" nello stabilimento di via Luigi Einaudi 28 a Ceva, in provincia di Cuneo. Lo specifico marchio di identificazione dello stabilimento e del produttore è IT C716K CE, mentre il numero del lotto di produzione relativo all'allarme di rischio microbiologico è il 528582, con data di scadenza o termine di conservazione minimo del prossimo 19 marzo 2021.

Nel documento diramato anche tramite il portale Salute.gov si fa riferimento al motivo specifico per il quale è scattata la ricerca del lotto incriminato, ovvero la conclamata presenza del batterio escherichia coli, "in grado di produrre Shiga tossine in autocontrollo". Come precisato dalla stessa Coop, che ha distribuito tali partite, il richiamo della battuta di fassone piemontese da 200 grammi riguarderebbe comunque esclusivamente i punti vendita diffusi nelle zone territoriali delle regioni Lombardia, Piemonte, Toscana ed infine Liguria.

Cosa fare

La presenza del pericoloso batterio, rilevata nel corso di una procedura di autocontrollo di qualità, ha spinto il ministero della Salute ad esortare i consumatori che potrebbero aver acquistato il prodotto contraddistinto dal marchio di identificazione e dallo specifico numero di lotto di produzione a non consumarlo ed a restituirlo il prima possibile al medesimo punto vendita così da poter ottenere il cambio della merce o direttamente il rimborso del costo della stessa.

Commenti