Amara: "Non sono inattendibile". E spuntano i nomi della "loggia"

Piero Amara parla a Quarta Repubblica: "Il 100% delle sentenze che hanno giudicato sulle dichiarazioni da me rese, hanno tutte affermato la mia assoluta attendibilità"

Amara: "Non sono inattendibile". E spuntano i nomi della "loggia"

Si torna a parlare dei verbali segreti relativi alle dichiarazioni dell'avvocato Piero Amara che hanno scatenato un'autentica bufera nel mondo della magistratura. Carte segretate passate dal pubblico ministero milanese Paolo Storari all'allora consigliere del Csm Piercamillo Davigo, in cui viene fatto riferimento a magistrati che si erano rivolti ad Amara per ottenere promozioni e addirittura ad una loggia segreta, denominata "Ungheria". Un presunto gruppo di potere occulto di cui ancora si sa molto poco.

Le dichiarazioni di Amara

Raggiunto dai microfoni di Quarta Repubblica, in onda su Rete4, l'avvocato, finito in manette nel 2018 per i depistaggi dell’inchiesta Eni ed alcuni episodi di corruzione, ha risposto velocemente alle domande dell'inviata circa la Loggia Ungheria. Spigherà meglio in cosa consiste questo gruppo di potere? Amara afferma di volerlo fare al più presto.

Ed alle accuse di falsità, l'avvocato risponde:"Non esiste una sola sentenza che mi dichiari inattendibile. Il 100% delle sentenze che hanno giudicato sulle dichiarazioni da me rese, hanno tutte affermato la mia assoluta attendibilità".

"Chi dice che sia esistito un solo provvedimento in cui sia stata affermata la mia inattendibilità, dice assolutamente il falso e su questo purtroppo non posso dire altro", prosegue Piero Amara, prima di allontanarsi. "Se la loggia segreta esiste ancora? Di questo ne parliamo nelle sedi competenti".

La loggia Ungheria

Per alcuni una finzione, per altri un argomento su cui indagare. La presunta loggia Ungheria è un gruppo di potere, da alcuni paragonato alla P2, in cui vengono decise nomine e si condizionano il mondo politico e giudiziario. A far parte della loggia, secondo Amara, politici, imprenditori, vertici della polizia, avvocati e addirittura magistrati.

Raggiunto da Quarta Repubblica, Vincenzo Armanna, ex manager dell'Eni, commenta: "Amara è una persona molto complicata, è più furbo del diavolo ma non è uno che ha una strategia. C'è qualcuno che in questo momento lo sta utilizzando per fare qualcosa. Che cosa? Non ne ho idea".

"Ho visto in maniera più o meno sistematica", racconta Armanna, "per un paio di mesi un gruppo di persone: un sistema con relazioni forti dove più persone di interessi si occupavano di più cose". La loggia Ungheria? "C'era un modo scherzoso di salutarsi. Un modo che non ha a che fare col nome della piazza, come tutti dicono. Le poche persone che ho visto a queste cene... alcuni li conoscevo". Alle cene, rivela Armanna, prefetti ed un capo della Guardia di Finanza. Esisteva una sorta di cerimoniale per l'affiliazione, aggiunge, tuttavia"non è una loggia massonica".

"Una loggia ha dei riti, un credo, dei simboli, tutti recitano una parte", spiega Armanna. "Qua non c'era nulla di tutto questo. Non esiste nessuna loggia massonica chiamata Ungheria. Esiste un sistema che poteva essere travestito da loggia massonica? La risposta è sì. Ci sono appartenenti fissi a questo sistema? La risposta è sì. Sono sempre gli stessi? La risposta è sì".