Le Ong gongolano per Salvini, ma "fuorilegge" è la Open Arms

Il fondatore della Ong si lamenta per la "severissima ispezione" e parla addirittura di "una vendetta"

Le Ong gongolano per Salvini, ma "fuorilegge" è la Open Arms

Nuovo fermo amministrativo per la nave Ong Open Arms, finita inesorabilmente sotto la lente d'ingrandimento della Guardia costiera: a seguito di una lunghissima ispezione, andata avanti per oltre 17 ore, le autorità hanno pertanto emesso il provvedimento nel corso della serata di ieri.

A causa del fermo, quindi, Open Arms non ha più la possibilità di lasciare la banchina del porto di Pozzallo neppure per fare rotta verso la Spagna, dove si sarebbe dovuta dirigere. Dopo aver gongolato per il rinvio a giudizio di Matteo Salvini, quindi, il presidente della Ong Riccardo Gatti si trova ora una bella gatta da pelare.

È dallo scorso 15 di aprile che l'imbarcazione si trova ormeggiata a Pozzallo, per completare il previsto periodo di quarantena dopo l'ultima operazione di recupero di migranti svolta in mare. La scelta di effettuare in rada la quarantena era stata effettuata per evitare gli effetti del forte maltempo di questi ultimi giorni, esattamente come fatto da Ocean Viking (attraccata invece ad un molo del porto di Augusta).

I controlli della Guardia Costiera

Giunti appositamente da Genova per svolgere le consuete operazioni di verifica che di norma vengono effettuate sulle imbarcazioni non battenti bandiera italiana, gli uomini della Guardia Costiera hanno dato il via al cosiddetto "Port State Control". L''approfondita ispezione svolta a bordo dai militari è andata avanti per circa 17 ore, concludendosi solo a tarda serata.

I controlli avrebbero rilevato "alcune deficienze nel campo della sicurezza della navigazione e della tutela dell’ambiente marino. Cose superabili, da rettificare facilmente". Eppure c'è chi addirittura parla di ritorsioni e fa del vittimismo. Si tratta del fondatore stesso Oscar Camps, che ha postato via social una foto relativa alla "severissima ispezione" subita dal suo amato natante, figlia di "una vendetta".

Accuse rispedite al mittente dagli uomini della Guardia Costiera, che spiegano che il Port State Control è una verifica a cui devono essere sottoposte, almeno una volta ogni 12 mesi, tutte le navi streaniere aderenti alla convenzione internazionale: un limite ampiamente superato, per l'appunto, da Open Arms. L'imbarcazione resta in fermo amministrativo, almeno fino al momento in cui non verranno risolti i problemi segnalati dalle autorità competenti al termine dell'ispezione.

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