Autostrade, trovato l'accordo. I Benetton fuori dal Cda

C'è l'accordo dopo un lungo Consiglio dei ministri. Atlantia è pronta a cedere l'88% a Cassa depositi e prestiti

Autostrade, trovato l'accordo. I Benetton fuori dal Cda

Ormai ci siamo, sembra che i Benetton saranno presto fuori. L’accordo per la transazione sarebbe stato trovato e ora mancherebbero solo i dettagli, di cui si occuperanno i ministeri dell’Economia e delle finanze e a quello delle Infrastrutture. Questo quanto pervenuto al termine del Consiglio dei ministri, durato tutta la notte e terminato questa mattina verso le 5.30. Nessuna revoca della concessione ma estromissione graduale dei Benetton, entro un anno fuori del tutto, con ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nel capitale di Autostrade per l’Italia. Aspi avrebbe accolto tutte le richieste del governo.

Fuori i Benetton, entro un anno

I due ministeri che dovranno definire i dettagli della transazione si occuperanno dell’uscita graduale dei Benetton dalla società e si adopereranno anche per un nuovo accordo sui vari aspetti della convenzione. Entro il 27 luglio dovrà iniziare anche il dialogo di Cassa depositi e prestiti. Nell’accordo raggiunto, la società Atlantia uscirà quindi in modo graduale da Autostrade e farà il suo ingresso Cassa depositi e prestiti. Al centro della discussione è stata la nuova proposta fatta da Autostrade per l’Italia che il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha presentato. Quest'ultima è stata causa di una sospensione di circa un’ora del Cdm. La proposta è quindi stata esposta al premier Giuseppe Conte. La discussione separata non è però piaciuta alla responsabile dell’Agricoltura, Teresa Bellanova che ha mostrato irritazione per quanto avvenuto.

Accettate tutte le condizioni

Il presidente del Consiglio ha chiesto ad Aspi di accettare in toto le condizioni messe sul tavolo. E così è stato. Dopo una lunga trattativa, alla fine si è arrivati all’accordo tanto sospirato. Entro un anno Atlantia, e di conseguenza i Benetton, uscirà da Aspi, mentre entrerà Cdp con quotazione della società in Borsa. Il governo per il momento si sarebbe quindi salvato in corner. Anche perché, con l’esclusione sia della revoca che della decadenza, il governo evita il rischio di dover pagare pesanti sanzioni, fino a 23 miliardi. Nella bozza ci sarebbe l’entrata dello Stato in Autostrade con un pesante capitale, si parla di circa 4 miliardi di euro, e di conseguenza l’uscita piano piano di Atlantia, che oggi ha l’88%. Aspi dovrebbe poi essere quotata in borsa e dare così la possibilità agli attuali azionisti di maggioranza di vendere le proprie azioni. L’obiettivo dei 5Stelle sarebbe quindi raggiunto: eliminare definitivamente i Benetton.

Le reazioni politiche: chi è contento e chi no

Per nulla soddisfatto il Carroccio che, al Consiglio dei Ministri della notte scorsa su Autostrade per l'Italia, ha così commentato l’accordo: "Mesi di chiacchiere per non cambiare nulla: niente revoca ad Autostrade (nonostante le promesse dei grillini) e solo danni miliardari a viaggiatori e imprese, solo in Liguria per oltre 4 miliardi". La Lega ha voluto sottolineare che quello raggiunto è stato un altro cedimento dei 5Stelle nei confronti del Pd. Giusto per non perdere la poltrona. Questa volta non potranno neanche dire che "è colpa di Salvini", ma tanto i genovesi non dimenticano.

Della stessa Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia, che non è per nulla soddisfatta e ha spiegato: "Dopo due anni di perdite di tempo e di annunci la concessione resterà in capo ad Autostrade per l'Italia. Usciranno i Benetton, gradualmente e chissà se definitivamente, ed entra Cassa depositi e prestiti. La soluzione finale individuata dal premier Conte è la nazionalizzazione di Aspi. Un'operazione a perdere, che costerà miliardi di euro allo Stato, che farà perdere miliardi di investimenti, che rappresenterà un ennesimo danno per i cittadini e per le imprese. L'intesa che il Cdm ha trovato dopo sei ore di riunione notturna è lose-lose. Perde lo Stato, perdono gli italiani. Gli unici a tirare un sospiro di sollievo sono i 5 Stelle: si chiude una esilarante querelle, i grillini si rimangiano la parola data sulla revoca, ma salvano la poltrona".

Di tutt’altro avviso invece il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che su Facebook ha postato un commento che loda e fa i complimenti a Conte e al governo. “Contrariamente a coloro che dicevano che era impossibile e che lo Stato avrebbe dovuto pagare chissà quali cifre, Benetton uscirà da Autostrade dove entrerà lo Stato al 51% con Cassa depositi e prestiti. Autostrade sarà una società pubblica. Agli italiani è stato restituito quello che era loro. Ben fatto. Finisce finalmente l'era del privato è sempre bello. Complimenti a Conte e al governo". Su Twitter il deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi, no le manda a dire al premier: "Titolo Atlantia in Borsa: ieri -15%, oggi +21%. Mai visto un modo di fare simile, che danneggia i risparmiatori e premia gli speculatori. Gestione Conte spregiudicata e opaca. Bastava chiedere la sospensione del titolo. Consob che fa? Partano gli accertamenti annunciati da Savona".

Ha parlato di nazionalizzazione anche Benedetto Della Vedova, segretario di Più Europa. Sottolineando che i contribuenti diventano proprietari invece che controllori. Secondo Della Vedova il governo non ha gestito in modo serio la situazione, in quanto “ci sono stati proclami sudamericani.

Si era inizialmente parlato di revoca, poi ci si è accorti che, siccome l'Italia è uno stato di diritto, una revoca ideologica fatta senza alcuna base giuridica avrebbe comportato un costo enorme per i contribuenti. Bisognava da subito accertare le responsabilità, punirle e far pagare fino all'ultimo centesimo i danni provocati". Al momento sembrano più gli scontenti.

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