Covid-19, dimessa la paziente più piccola: ha due mesi

Era ricoverata dal 18 marzo con la mamma nell'ospedale pediatrico "Giovanni XXIII" del capoluogo pugliese. Ora sono entrambe negative al virud

Rappresenta la forza della vita, la bimba guarita dal Coronavirus a soli due mesi. Era stata ricoverata nell’ospedale pediatrico "Giovanni XXIII" di Bari lo scorso 18 marzo insieme alla mamma, positiva al Covid anche lei e oggi sono tornate a casa perché il doppio tampone ha dato esito negativo. Si tratta della più piccola paziente che ha contratto il Coronavirus in Puglia. A soli due mesi, risultata positiva al Covid-19, era stata ricoverata nel reparto di malattie infettive. Mamma e figlia sono state curate insieme attraverso la collaborazione ed il coordinamento dei medici dell'ospedale pediatrico e del Policlinico di Bari.

Quando la mamma ha sviluppato la polmonite, infatti, i medici del pediatrico si sono messi in contatto con i colleghi del reparto di malattie infettive del Policlinico di Bari e hanno effettuato consulenze continue per le cure senza separarla dalla figlia. La bambina dopo pochi giorni ha smesso di avere la febbre (unico sintomo stando a quanto dice la madre nel video) e anche la polmonite della mamma è guarita in poco tempo fino al risultato negativo del doppio tampone.

"Questi risultati sottolineano la professionalità dei nostri operatori sanitari che durante questa emergenza stanno dimostrando ogni giorno competenza e spirito di sacrificio, ma ci ricordano anche che la specificità pediatrica, il prendersi cura di mamma e bambino è un valore imprescindibile che solo in strutture dedicate alla cure pediatriche può essere assicurata adeguatamente. La guarigione della neonata e della sua mamma è il modo migliore per festeggiare la Pasqua" ha dichiarato in una nota per la stampa il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore.

"Ce l'abbiamo fatta, è stata abbastanza dura." ha dichiarato la giovane mamma nel video pubblicato sulla pagina Instagram del Policlinico ("polibari2020") che riportiamo di seguito.

"Voglio dire a tutti coloro che non vedono l'ora di uscire di casa, che torneranno i tempi in cui potremo riabbracciarci. Ma adesso restate a casa. Ce la faremo" ha concluso la paziente.
"Fortunatamente mamma e figlia hanno avuto un decorso favorevole che ci ha quindi permesso di non ricorrere a terapie intensive. Insieme hanno affrontato e superato la malattia, fino al momento della dimissione, emozionante per tutti noi" ha dichiarato Désirée Caselli, direttore dell'unità operativa complessa del reparto di malattie infettive dell’ospedale pediatrico. "I bambini hanno bisogno di ospedali a loro misura, con professionisti, tecnologie e ambienti specifici, e con competenze in tutte le discipline, come sono gli ospedali pediatrici: e tutto questo si dimostra ancora più necessario in tempo di pandemia. Infatti garantire al loro interno percorsi indenni da contagio, così come avviene nell’ospedale pediatrico del Policlinico di Bari, inserito nella rete nazionale dell’AOPI, permette di continuare ad offrire a tutti i bambini l’eccellenza della diagnosi e della cura" ha, invece, commentato Paolo Petralia, presidente dell'associazione ospedali pediatrici italiani e direttore generale dell'istituto "Gaslini" di Genova.
Sul caso specifico si è anche espresso Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria che ha scritto "La specificità pediatrica è un valore fondamentale per gestire al meglio anche l'emergenza Covid".

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