Il volo, poi lo schianto: morto Base jumper sul Monte Bianco

Un base junper è morto dopo essersi lanciato con la sua tuta alare dal versante italiano del Monte Bianco. L’amico che era con lui ha dato l’allarme. Il corpo senza vita è stato recuperato dai soccorsi

Il volo, poi lo schianto: morto Base jumper sul Monte Bianco

Un base jumper è morto questa mattina dopo essersi lanciato con la sua tuta alare dal versante italiano del Monte Bianco. L’amico che era con lui ha dato l’allarme. L’uomo si era lanciato nel vuoto con la sua tuta alare ma è stato coinvolto in un incidente rivelatosi poi mortale. In base alle prime informazioni pervenute, si tratterebbe di una persona di nazionalità straniera, il cui corpo è stato individuato sul ghiacciaio del Freney, a circa 2.600 di quota.

Chi è la vittima

Secondo quanto emerso, si tratta di un cittadino israeliano di 45 anni. In base ai primi riscontri effettuati dai soccorritori, dopo il lancio dall'Aiguille Croux, a una altezza di 3.251 metri, l'uomo si è avvicinato troppo al versante, finendo per schiantarsi sul ghiacciaio del Freney. Il 45enne si era lanciato insieme a un altro base jumper, un cittadino spagnolo, che ha poi dato l'allarme. Gli accertamenti sull'accaduto sono affidati al Soccorso alpino della guardia di finanza di Entrèves.

Recuperato il corpo

Sul luogo della tragedia è intervenuto un elicottero con a bordo il personale del Soccorso alpino valdostano insieme al Soccorso alpino della guardia di finanza di Entrèves, a cui sono affidati gli accertamenti che saranno utili a ricostruire l'esatta dinamica dell’incidente, al momento ancora in via di valutazione. La salma è stata portata alla camera mortuaria di Courmayeur, in Valle d’Aosta, dove resterà per il momento a disposizione dell’autorità giudiziaria. Presente anche il Soccorso alpino della Guardia di finanza di Entrèves per le operazioni di polizia giudiziaria e riconoscimento.

Volevano raggiungere la vetta

Come abbiamo precedentemente detto, il base jumper deceduto si era lanciato in compagnia di un amico. I due giovani, che sembra parlassero tra di loro spagnolo, verso le 7 di questa mattina, giovedì 21 luglio, hanno raggiunto il rifugio Monzino, a quota 2.561 metri, in Val Veny. Ai gestori della struttura hanno spiegato di voler scalare l'Aiguille Croux, vetta di 3.251 metri, per poi lanciarsi nel vuoto con la tuta alare e aprire il paracadute prima di atterrare. Ancora non sarebbe del tutto chiaro se abbiano realmente raggiunto la cima o se si siano lanciati prima, da un'altra zona.

Nel 2016 a Chamonix, sull'altro versante del Monte Bianco, quello francese, era stata vietata la pratica di questa disciplina estrema in seguito all'ennesimo incidente mortale che si era verificato, durante il quale un uomo di origini russe si era schiantato contro una abitazione disabitata.

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