La battaglia per salvare Radio Capodistria, la voce degli italiani oltre confine

Radio Capodistria, la storica emittente che trasmette in lingua italiana al di là del confine orientale rischia di chiudere. Il centrodestra insorge

È la voce della comunità italiana al confine orientale. Quella dei "rimasti" dopo le tragedie del Novecento nei territori assegnati dalla pace di Parigi alle ex Jugoslavia. È una voce che risuona da Capodistria, oggi Slovenia, dal 1945. È un modo per sentirsi a casa nonostante le barriere, per tramandare una lingua, un'identità. Oggi quella voce rischia di essere soffocata da un'operazione che impatta al di qua dell'Adriatico ad una settimana appena dalla solennità del Giorno del Ricordo. Destando inevitabile clamore. Radio Capodistria è a rischio chiusura.

La sua storica frequenza (103.1 MHz) sembra destinata a passare a Radio Slovenia International. Sarebbe la fine di un'epoca. Come denunciano i lavoratori dell'emittente, infatti, "togliere a Radio Capodistria la sua frequenza radio più importante, equivale, in pratica, al suo spegnimento nel contesto transfrontaliero, al suo oscuramento, al suo allontanamento dalla Nazione Madre e dai suoi ascoltatori". Il perché di questo sconvolgimento lo spiega al portale FM-World il vicedirettore di Rtv Slovenia Antonio Rocco: "La questione è nata con lo spegnimento di una frequenza di Radio Slovenia International, che è del servizio pubblico e che ha un contratto con il governo sloveno, poiché non è stata coordinata con l'Italia". Si tratterebbe di un contenzioso transfronaliero, uno dei tanti che si sono venuti a creare per via dell'assenza di una regolamentazione. In poche parole, l'emittente di Maribor disturbava le stazioni italiane. "Qualcuno ha così pensato di usare i 103.1 MHz".

Sul caso Fratelli d'Italia ha già depositato una mozione in Senato a prima firma Isabella Rauti: "La chiusura di Radio Capodistria costituisce una vera e propria lesione dei diritti dei nostri concittadini che, secondo la costituzione slovena, hanno il diritto di vedere difesa la propria lingua". Per questo "Radio Capodistria deve continuare a coprire con le sue trasmissioni il contesto transfrontaliero a tutela del diritto all'informazione nella propria lingua madre della comunità italiana in Slovenia". E anche dagli scranni della Lega è arrivato un secco no all'ipotesi che l'emittente venga oscurata. Due interrogazioni sull'argomento sono state presentate dal senatore William De Vecchis e dal collega a Montecitorio Massimiliano Capitanio al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. "Radio Capodistria - scrivono i due esponenti del Carroccio - è espressione della comunità italiana rimasta in Istria, spegnerla significherebbe non rispettare l'identità italiana nelle zone di confine".

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Commenti
Ritratto di FraBru

FraBru

Gio, 20/02/2020 - 14:22

Ricordiamoci, però, che gli "italiani" rimasti in Istria non è proprio che fossero quelli contrari al regime komunista titino, altrimenti se ne sarebbero dovuti andare: verso l'Italia o verso una profonda foiba. La loro "italianità" si riduce alla lingua, che poi nel quotidiano è un dialetto tridentino, mentre radio Koper era piuttosto un megafono del regime rivolto verso l'Italia, per magnificare le imprese del macellaio Tito. Badogliani di sinistra, insomma.

killkoms

Gio, 20/02/2020 - 15:07

per capire come funziona in slovenia!