Era ossessionata dalle violenze. Il lato oscuro della Anghinolfi

Le chat degli indgati svelano la follia di Federica Anghinolfi. L'indgata per gli scandali di Bibbiano delirava ed era ossessionata dagli abusi sessuali

Sette sataniche da combattere, bambini prigionieri di pedofili inesistenti, l’astrologia a comandare le vite degli uomini. Erano queste le ossessioni teatrali che fluttuavano nella mente di Federica Anghinolfi, la dirigente dei servizi sociali della Val D’Enza finita a processo nell’ambito dell’inchiesta della procura di Reggio Emilia sugli affidi illeciti. Mentre gli inquirenti continuano ad analizzare il materiale sequestrato agli indagati, dalle conversazioni telefoniche ritrovate sui cellulari dei boss del sistema emergono nuovi dettagli agghiaccianti che, a poco a poco, delineano i profili dei protagonisti delle storie dell’orrore che si avvicinano sempre di più a dei veri e propri “demoni”.

La Anghinolfi aveva una reale fissazione per gli abusi sessuali. Una violenza che, era convinta, potesse trovarsi ovunque. “Mi sveglio alle 3... E ho capito che riguarda il lavoro... Troppi abusi sessuali su bambini... Troppa violenza nelle relazioni... Mi sveglio, come se cercassi un po' di tregua”. Una convinzione che toglie alla donna persino il sonno. Lei, colma di ferite irrisarcibili per un passato da ragazza emarginata: “Io vengo da una storia molto particolare legata all' omofobia - racconta Federica - mio fratello omosessuale anche lui è morto di conseguenza all' Aids. Entrambi siamo stati profughi di questa vita ai margini. Droga. Fughe dall' Italia...Disperazione. E poi la fede. Manipolati però da chi non ci riconosceva come esseri normali. Siamo diventati morti...Ma anche no”. Sembra di assistere a attimi di delirio, leggendo i messaggi della responsabile dei servizi sociali che, già nel 2018, in una conversazione con l' avvocato Rossella Ognibene, ex candidata sindaco di Reggio Emilia per il Movimento 5 stelle ritiratasi dalla politica per difendere la Anghinolfi, rimarcava l'esistenza di una setta di pedofili colpevole, secondo la donna, persino del rapimento e dell’assassinio del piccolo Tommaso Onofri.

Ma le storie raccontate dall’indagata si ritrovano anche scorrendo gli anni a ritroso. Era luglio del 2017, quando la donna, parlando con Simona Bigi, responsabile del Comune di Bibbiano, si lasciava andare ad una riflessione sul mondo comandato dalle leggi astrali. “Fuori tutto si sta sgretolando per lasciare spazio alla nuova luce che dentro e fuori di noi già si intravede. [...] Affinché tutto questo non crei problemi bisogna assolutamente andare a scuola di silenzio e di stand by... Permettete alla vostra terra interna di accogliere il fuoco della trasformazione nella calma più totale. [...] Ho interrotto il mio silenzio perché mi sembrava giusto informarvi dell' ingresso della Terra Yin. I prossimi giorni - continua Anghinolfi - non saranno semplici. Il giorno 21 avremo l' ingresso della Terra Yin che andrà di pari passo con le energie della luna nuova il giorno 23... La tempesta solare di questi giorni (16-17 luglio) serve proprio a far spazio all' energia della terra che sta per entrare e che deve preparare il terreno per i nuovi codici del portale del leone”. Oltre le teorie l’orrore dei fatti. Le due donne infatti, si trovarono a parlare anche delle assunzioni all’interno della squadra dei servizi capitanata da Anghinolfi. Tra i requisiti degli operatori da arruolare nella squadra uno pesava più degli altri. I ragazzi che avessero subito abusi sessuali nell’infanzia sarebbero, secondo l’indagata, stati più meritevoli del ruolo. Perché “il 40% di loro ha scelto questo lavoro come autocura”, sentenziava la Anghinolfi.

Altro giro altra corsa, ma sempre con lo stesso traguardo in mente: dimostrare l’esistenza di pedofili satinasti che violentavano i bambini nelle zone della Val D’Enza. Questa volta a spalleggiare Federica Anghinolfi è una donna del Partito democratico. Si tratta di Vanna Iori, senatrice che, secondo gli investigatori, con la Anghinolfi aveva stretto un rapporto amicale. A confermarlo, secondo quanto riporta La Verità, sarebbero proprio le carte.

È in una chat risalente all’ormai lontano 2016, che la Anghinolfi punta il dito contro l'Asl di Reggio Emilia sostenendo che l’ente non si stia impegnando abbastaza nella gestione del centro La Cura. Lo stabile affidato dal sindaco Dem, Andrea Carletti, alla Hansel e Gretel di Claudio Foti che proprio nello stabile del Comune teneva le sedute psicologiche con i bambini affidati al servizio sociale. Il comportamento assente dell’asl della zona era, per Federica, un problema da risolvere rapidamente. Tanto che la donne intendeva persino mobilitare Gloria Soavi, la presidente del Cismai, per chiedere aiuto. Poi, in una conversazione dell’agosto del 2016 ammette: “Ora lo dirò anche alla Vanna Iori”. La stessa che circa un mese prima aveva invitato Federica Anghinolfi a parlare durante la Commissione infanzia e adolescenza della Camera dei deputati. La donna per l’occasione, aveva illustrato la forza del sistema Bibbiano. Presentandolo come un’eccellenza da cui prendere spunto per quanto riguarda la scoperta di abusi sessuali sui minori. A sostenere la tesi dell’Anghinolfi per l’occasione fu proprio Vanna Iori: “Volevo solo ringraziare e dire che il motivo per cui ho proposto questa audizione è che per la prima volta abbiamo non solo la denuncia di un fenomeno, ma anche un tentativo di risposta”. Un tentativo di risposta farlocco, che si rivelerà qualche tempo dopo un groviglio di reati costato caro a decine di bambini innocenti. Eppure la senatrice del Pd non ha mai smesso di sostenere le menti del gioco illecito. E fino a pochi mesi fa non ha nascosto di stare dalla parte degli indagati, difendendo pubblicamente gli esponenti dem finiti nel registro degli accusati. Per lei, Andrea Carletti, l’uomo che andava pubblicizzando il sistema Bibbiano in lungo e in largo e che ha persino concesso spazi pubblici agli "orchi" senza regolare gara d’appalto, è in realtà una vittima. “Oggetto di una campagna oscena che ha minato la sua vita e quella delle persone a lui care.” Al primo cittadino, la Iori, rinnovava la sua solidarietà. “A lui e alla comunità territoriale di Bibbiano”.

In mezzo alle assurdità sostenute dai “complici” uomini della sinistra però, dalle carte emerge il racconto dei fatti. Quelli vissuti dai colleghi dei principali indagati dell’inchiesta. Le storie riportate dai testimoni oculari di questo scempio. A parlare di Federica Anghinolfi e Francesco Monopoli sono gli assistenti sociali loro sottoposti, che in chat si lasciano andare a giudizi sui due. A ottobre del 2018, alcune assistenti parlano del comportamento della Anghinolfi riguardo al caso di una bambina al momento seguita dai servizi: “Stamattina la Fede ha fatto una scenata delle sue con urla e cazzotti vari alla scrivania... Nel caso ci siano le cimici valuteranno di riaprire i manicomi”. Le assistenti sociali sembrano scioccate dal modus operandi della superiore: “La Federica non mi porterà a fondo insieme a lei - scrive una delle ragazze - se lo può scordare! Io quei cazzo di disegni glieli faccio ingoiare”. Disegni che emergono ancora e riportano, in un batter d’occhio, al ricordo di quelle storie che la procura ha raccontato nelle pagine dell’ordinanza di fine giugno. Figure disegnate dai bambini e poi manomesse per farle diventare prove di abusi sessuali subiti dai genitori, sagome interpretate dall’occhio di chi avrebbe voluto vedere il marcio anche quando non c’era. Alla luce dei fatti la cosa più vera sembra racchiudersi in queste parole pronunciate da un’assistente sociale: “la responsabile va dove la porta la follia invece che la lucidità”.

Una follia che i dipendenti vedevano anche nel collega di Federica, Francesco Monopoli, anche lui ora indagato. “Lui dovrebbe proprio andare a spazzare i pavimenti in luoghi deserti perché è patologico, psichiatrico, invischiato e invasato. Lui più che danni fa proprio del male ai bambini”. Dicevano le ragazze. “Prima o poi qualcuno dovrà pur dirgli di mettersi quella lingua nel culo! [...] Io sono basita di come gente come lui continui a rappresentare una professione che non sa nemmeno cosa sia e di come possa continuare a stare dove sta indisturbato e prendendo anche valutazioni molto alte così arrotondano anche!”.

Commenti

Anticomunista75

Mer, 12/02/2020 - 14:07

si, sicuro, quando la propria omosessualità è causa di profondi conflitti interiori meglio dare la colpa alla "omofobia".

dagoleo

Mer, 12/02/2020 - 15:58

ed ovviamente una disturbata del genere faceva l'assistente sociale, con poteri elevati sulle vite di bambini e famiglie. tutto normale chiaramente.

Ritratto di theRedPill

theRedPill

Mer, 12/02/2020 - 15:58

Sta tentando una difesa basata sull'infermità mentale e sull'incapacità di intendere?

wainer

Gio, 13/02/2020 - 09:13

C'era di certo o c'è ancora del marcio, in quel di Bibbiano?