Bimbo ucciso dal patrigno, le maestre sapevano: ​"Tutti i giorni con i lividi"

Le intercettazioni alle maestre del piccolo Giuseppe, ucciso dal patrigno: "Lo picchiava a sangue"

Bimbo ucciso dal patrigno, le maestre sapevano: ​"Tutti i giorni con i lividi"

Anche le maestra sapevano cosa erano costretti a subire Giuseppe, ucciso dal patrigno, e la sorella di Cardito. Chi l'ha visto ha ricostruito le intercettazioni delle maestre dei bambini, riportate dal Corriere della Sera, che avevano notato i lividi sui corpi dei bimbi.

"L’ha ucciso a palate, ma tutti i giorni lo faceva, l’altro giorno la sorellina è venuta con un pezzo di orecchio mancante", ha raccontato una delle insegnanti al telefono, specificando di aver inviato alla preside una segnalazione solo 9 giorni prima della tragedia, perché il patrigno, Tony Essoubti Badre, "lo picchiava a sangue". Quella segnalazione non è bastata a salvare la vita di Giuseppe, colpito selvaggiamente dall'uomo e lasciato dolorante su un divano, curato solo con una pomata. Secondo le maestre, il piccolo non parlava: "Io lo chiamavo scimmiottella e lui diceva 'no, scimmia no'".

Per la morte del piccolo, avvenuto alla fine di gennaio, è stata arrestata nei giorni scorsi anche la madre, Valentina Casa, con l'accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. La donna non aveva fatto nulla per placare la furia del compagno e aveva addirittura cercato di occultarne le prove: come le ciocche strappate all'altra bimba, che aveva buttato nel cestino.

Badre, arrestato subito dopo la morte del bambino, si era difeso sostenendo di essere stato esasperato dal comportamento dei bambini, che avevano rotto, giocando, una sponda del lettino nuovo, appena comprati: "Allora ho perso il controllo e li ho picchiati".

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