Ecco il vaccino casa per casa: "Io, a 104 anni, l'ho fatto per i figli"

Via alle unità mobili vaccinali nei quartieri per incercettare gli oltre 13mila ultrasessantenni ancora scoperti

Ecco il vaccino casa per casa: "Io, a 104 anni, l'ho fatto per i figli"

“Non volevo farlo. Ma la mia famiglia insisteva da tempo, vedevo che erano tutti preoccupati per me e allora ho deciso di venire qui oggi. La mamma fa di tutto per accontentare i figli”. Centoquattro anni il prossimo 27 agosto, Celestina Marconi affronta il caldo torrido di fine luglio e arriva alle 10 del mattino. Tra i medici e gli infermieri dell’unità mobile vaccinale allestita nella scuola regna l’incredulità: nessuno si aspettava di vedere arrivare un’ultracentenaria in una della giornate di inoculazioni itineranti per gli over 60 organizzata a Brescia.

Celestina è entusiasta, raggiante e inclusiva. Non si sottrae a saluti e sorrisi dei presenti, riceve volentieri auguri ma non infarcisce di retorica la faticosa scelta. Nonostante appartenesse alla prima fascia degli aventi diritto alla somministrazione oltre quattro mesi fa, non si era ancora immunizzata. “Abbiamo passato dei giorni che più brutti di così non si può. Perciò se si può far qualcosa per uscirne è meglio”, conclude lei.

La storia della signora Marconi è emblematica per provare ad osservare lo spaccato di una società italiana ancora troppo divisa sul fronte vaccini. Ed è proprio nel solco della lotta contro virus, indifferenze e negazionismi che nasce l’iniziativa sperimentale delle unità mobili vaccinali, per fornire monodosi Johnson&Johnson itineranti in tutti i quartieri della città.

L’iniziativa messa a punto dalla vicepresidente di Regione Lombardia Letizia Moratti ha portato le speciali unità mobili vaccinali nei quartieri di Bergamo e Brescia, dove sono ancora oltre 13mila gli ultrasessatenni non vaccinati. “Ci appoggiamo a scuole che sono posizionate nelle cinque zone di Brescia per portare ai cittadini un servizio di prossimità, vicino ai luoghi di vita delle persone”, spiega la dirigente della Professioni Sanitarie dell’Ats di Brescia Simonetta Di Meo. E le modalità di adesione sono semplici: basta avere più di 60 anni, presentarsi nel mini-hub vicino a casa nel giorno e nell'orario stabiliti, muniti di documento d'identità e tessera sanitaria, senza prenotazione.

La sperimentazione recepisce l’annuncio dei commissario Francesco Paolo Figliuolo di una campagna "sempre più capillare" e di coordinare al meglio il lavoro con le regioni per vaccinare gli over 60 ancora scoperti. I numeri non sono plebiscitari, certo (si parla di un massimo di 50 nuovi vaccinati per ogni giornata nel quartiere), ma questo non sembra essere un problema: “Anche un solo vaccinato in più è una conquista, perché riusciamo così ad intercettare quegli over 60 che non erano convinti o non potevano spostarsi”, conclude la dottoressa Di Meo.

In altre regioni italiane (ma non è il caso della Lombardia) è emerso che i grandi hub erano difficilmente raggiungibili da alcune località più remote o impervie. Per questo in dieci regioni sono stati attivati oltre cinquanta team sanitari mobili - che somigliano a quelli itineranti di Brescia e Bergamo. Eppure, oggi in tutta Italia gli over 60 non ancora vaccinati sono circa 2,3 milioni. Troppi, rispetto agli obiettivi del generale Figliuolo.

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