Brescia, ospedale Civile pieno e l'attesa della seconda ondata

Si lavora alla Scala 4, reparto covid da 170 posti. A marzo tutta l'azienda sanitaria ospitò 950 pazienti nello stesso momento

Un lungo corridoio vuoto e silenzioso fa da cornice a quelle grandi stanze invalicabili. Sigillate da vetri e dalla palpabile tensione del reparto. Una dopo l’altra, scorrono scene uguali e terribili di storie diverse e dolorose. Tubi, camici bianchi, occhi chiusi, immobilismo. A riempire i posti letto di terapia intensiva ci sono pazienti anziani e meno anziani. Molti sono intubati. Significa che si è nello stadio più grave, secondo soltanto a quello che comporta la ventilazione polmonare in posizione prona. L’atmosfera nel reparto covid è sconvolgente: un paziente con la testa piegata sul cuscino resta per minuti interminabili a fissare al di là del vetro con gli occhi sgranati. Ed è solo il battito di ciglia a rincuorare che sia ancora cosciente.

I numeri dei ricoveri

"Abbiamo sempre avuto pazienti anche nel corso dell’estate, però non abbiamo mai superato i 10 posti letto di terapia intensiva occupati", spiega Massimo Lombardo, Direttore Generale degli Spedali Civili di Brescia dallo scorso giugno. Da ottobre, invece, anche a Brescia i numeri dei positivi ricoverati sono tornati a crescere.

Al Civile, il primo ospedale cittadino, il reparto di terapia intensiva covid è al completo da giorni. I posti letto riservati sono cresciuti a 37, con altri 14 disponibili per i non covid. Il 60% dei posti è occupato da pazienti bresciani, il 40% proviene dalle altre province lombarde, come Monza, Milano e Varese "Dalla prima decade di ottobre sono inoltre aumentati anche i pazienti che si rivolgono a noi perché hanno una polmonite. E l’83% di questi pazienti è bresciano", continua Lombardo.

A marzo 950 pazienti contemporaneamente

Agli Spedali Civili di Brescia in primavera lo tsunami della pandemia è arrivato con violenza e all’improvviso. Era il momento più drammatico per il nostro Paese, quello in cui nonostante i numeri inferiori rispetto ad oggi, si moriva tanto e ancora non si sapeva come affrontare lo spettro del contagio. Eppure l’onda non ha travolto il presidio sanitario. Tutta l’azienda sanitaria - che comprende anche gli ospedali di Gardone Valtrompia e Montichiari - è stata quella che ad oggi in tutta Italia ha ricoverato il maggior numero di pazienti covid contemporaneamente: durante il picco di marzo a Brescia erano ricoverate 950 persone nello stesso momento.

Oggi la situazione resta comunque gestibile. Al Pronto soccorso non c’è emergenza, poche ambulanze in arrivo e il flusso scorre senza problemi. Anche sull’app Salutile il report sul pronto soccorso del Civile non indica mai sovraffollamento. È il termometro di un’onda che forse non è ancora arrivata.

L'incognita Scala 4

Dalla primavera il virus ha lasciato lunghi strascichi e profonde ferite, ma ha anche generato un’esperienza che rende oggi il Civile un’azienda sanitaria capace di assorbire la seconda ondata. Per questo motivo l’ospedale ha pensato di trasformare un vecchio reparto dismesso, la Scala 4, in un nuovo padiglione covid da 170 posti, concepito con tecnologia all’avanguardia e per un costo di 6 milioni e 800mila euro.

Secondo il direttore, a fine novembre dovrebbero essere disponibili i primi posti. Ma servirà la Scala 4 a garantire un muro alla seconda ed eventuale terza ondata? Lombardo non ha dubbi:"Non sappiamo se il numero dei positivi nel Bresciano continuerà ad aumentare, ma abbiamo ampi margini di crescita, la capacità degli Spedali Civili si è già dimostrata essere molto alta".

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti

elpaso21

Sab, 21/11/2020 - 11:03

"L'incubo peggiore di Brescia": siete più catastrofisti dei Comunistroidi.

marcoda

Sab, 21/11/2020 - 11:22

Strano, per essere un virus clinicamente morto, di danni ne fa ancora. Ma vorrei leggere l'opinione dei superlaureati politicanti di centrodestra.

Junger

Sab, 21/11/2020 - 11:34

Il sistema sanitario italiano dispone di 197000 posti letto. 950 posti letto covid durante un'emergenza sanitaria senza precedenti non mi sembrano un'enormità. E stiamo parlando di una provincia molto efficiente dal punto di vista sanitario come del resto Bergamo. Ieri abbiamo scoperto con un articolo sulla sanità del Friuli che si hanno a disposizione meno di 100 posti letto covid! Così l'enifficienza della sanità diventa funzionale alla sospensione ad libitum dei diritti costituzionali dei cittadini: altro che diritto alla salute e democrazia.

Ritratto di Anna 17

Anna 17

Sab, 21/11/2020 - 11:35

Fare i furbi, prima o poi la si paga.

checciazzecca

Sab, 21/11/2020 - 13:30

fra alcuni decenni si scoprirà che per guarire dai sintomi del povero covid bastava una borsa d'acqua calda sul petto e un pò di espettorante

ST6

Sab, 21/11/2020 - 16:28

Nuovi padiglioni covid che costano milioni? Menomale che era tutto clinicamente morto cit. secondo certi geni.