La denuncia di Briatore: "1.700 euro al mese e non trovo personale"

L’imprenditore piemontese denuncia la penuria di persone disposte a lavorare d'estate. Sul banco degli imputati il reddito di cittadinanza che si è rivelato un fallimento

La denuncia di Briatore: "1.700 euro al mese e non trovo personale"

“Pago 1.700 euro al mese, ma non trovo personale”. La denuncia è dell’imprenditore piemontese Flavio Briatore, il quale, nel corso della trasmissione di Rai 3 Cartabianca, ha spiazzato tutti affermando di essere favorevole alla proroga del blocco dei licenziamenti chiesta dal segretario della Cgil Maurizio Landini, il quale lo ha lodato. “Siamo di fronte – ha detto – a un imprenditore di buon senso”. Briatore, poi, ha invitato il sindacalista, anche lui ospite del programma, al Billionaire per toccare con mano il problema stagionale. Ma è sulla penuria di persone che hanno voglia di lavorare, soprattutto nel periodo estivo, che Briatore ha puntato il dito. “Se la colpa è dei salari o del reddito di cittadinanza? Di entrambi. Quando il governo comunicò il lockdown fino al 30 luglio – ha continuato l’imprenditore – i ragazzi migliori hanno accettato posizioni all’estero. Tra quelli rimasti non c’è più la voglia di prima, non c’è ambizione. Da noi uno stipendio medio è una forchetta tra i 1500 e i 2000 euro più le mance ai dipendenti che possono arrivare a mille euro eppure ci dicono che vogliono lavorare in nero per non perdere il reddito di cittadinanza. I ragazzi non hanno più voglia di fare, sono disinteressati al lavoro”.

Briatore ha evidenziato come a fronte dei 250 curriculum ricevuti, solo una quindicina di persone hanno accettato il lavoro, mentre alcuni anni fa c’era la fila. Ad incidere in particolar modo è il reddito di cittadinanza. Per quale motivo un giovane dovrebbe ammazzarsi di lavoro, magari per meno di mille euro al mese, quando gli stessi soldi si possono incassare stando seduti a casa o sdraiati in spiaggia? Ed ecco che i proprietari di hotel, ristoranti e stabilimenti in cerca di lavoratori per la stagione estiva appena iniziata sono in grave difficoltà. In tutta Italia non si trovano camerieri, bagnini e scarseggia il personale di cucina. Tutti lavori che negli anni scorsi facevano molti ragazzi, i quali, però, da aprile di quest'anno stanno già prendendo il reddito di cittadinanza o sono in attesa di riceverlo dall'Inps. Il problema è esteso, in particolare, a tutta la riviera romagnola, in una stagione tra l'altro molto positiva per le prenotazioni.

Il meccanismo è semplice, blocca tutto e riguarda l’intera Penisola, non solo le coste dell’Emilia Romagna: chi risponde alle offerte di lavoro nelle località balneari, chiede di non essere contrattualizzato ma di lavorare in nero, così da mantenere anche l'assegno pubblico di cittadinanza. Questo sussidio, negli ultimi tempi, ha scatenato una serie di polemiche. Ha destato scalpore il caso della Campania, dove più di 250mila famiglie hanno ricevuto il reddito di cittadinanza superando tutte le regioni del nord Italia. Ma il fallimento del provvedimento sta nei numeri. Nonostante il sussidio del Movimento 5 Stelle, sono ben 5,6 milioni gli italiani in difficoltà, un milione di poveri in più, indicati dall'Istat nel primo anno di pandemia. Da 4,6 milioni di poveri nel 2019 a oltre 5,6 nel 2020, praticamente escludendo i bambini si tratta di due italiani su dieci. Nuova povertà che riguarda oltre 2 milioni di famiglie e che ha colpito maggiormente autonomi e le partite Iva.

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