Bruciata viva dal fidanzato, la sua agonia in un video choc

Roberta Siragusa è morta bruciata dal fidanzato. Oggi, i legali della ragazza, durante l'incidente probatorio, hanno mostrato un video choc che lo dimostra

Bruciata viva dal fidanzato, la sua agonia in un video choc

Si è svolto quest'oggi dinanzi al gip del Tribunale di Termini Imerese, Angelo Lo Piparo, l'incidente probatorio per l'omicidio di Roberta Siragusa. Durante questo, come riporta il Messaggero.it, è stato depositato un video che ritrae gli ultimi istanti di vita della giovane. La ragazza di soli 18 anni è morta bruciata viva a gennaio scorso.

Imputato l'ex fidanzato della vittima, Pietro Morreale, detenuto da gennaio, di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Il ragazzo, stando alla ricostruzione, avrebbe prima colpito la giovane e poi le avrebbe dato fuoco e infine avrebbe gettato il corpo della ragazza giù da un dirupo. Da ciò che emerge, l'autopsia ha confermato che l'assassino ha colpita Roberta più volte con un oggetto e che la causa della morte è dovuta alle numerose lesioni causate dalle bruciature.

Nella prova, mostrata anche al fratello e ai genitori della ragazza, si vede che l'uomo le butta benzina addosso e la brucia destinandola a diversi minuti di agonia, tra i due e i cinque. La ragazza, infatti, non è morta sul colpo ma c'è voluto più di qualche istante prima che spirasse l'ultimo respiro. I fatti sono avvenuti nei pressi del campo sportivo di Caccamo ed è certo che la ragazza fosse ancora viva mentre l'uomo le dava fuoco.

Il ragazzo, fino ad oggi, si è difeso dicendo che Roberta, dopo una violenta discussione, avesse deciso autonomamente di darsi fuoco. Era stato proprio lui a condurre i carabinieri sul luogo del delitto. Morreale, però, non aveva fatto i conti con le videocamere presenti fuori un bar, nei pressi del centro sportivo. "I dati raccolti permettono di escludere l'ipotesi del suicidio o della morte accidentale" hanno detto i legali della vittima, a La Sicilia. "Sono state immagini forti, mostrate alla presenza dei genitori e del fratello di Roberta, sempre presenti in aula Si è trattato di un video che ha spiazzato tutti i presenti e che dimostra in modo inconfutabile che Roberta è stata uccisa al campo sportivo, caricata in auto e gettata nel dirupo vicino il monte San Calogero" - hanno aggiunto gli avvocati i quali hanno aggiunto - "Ormai il gravissimo quadro indiziario a carico dell’indagato si è trasformato in un quadro probatorio gravissimo, che a nostro giudizio, non consente di potere formulare ipotesi investigative diverse".

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