Canta che ti passa (la paura delle urne)

La situazione politica italiana, diceva Ennio Flaiano, è grave ma non è seria. Una massima valida ancora oggi: la preoccupazione per la grave crisi economica è stata spazzata via dallo sdegno per la citofonata di Salvini, crisi e citofono dall'emergenza Coronavirus. E da oggi pure l'allarme sanitario del secolo, scommetto, sta per passare in secondo piano oscurato dal Festival di Sanremo. E chissà che cosa ci si inventerà lunedì prossimo, a sipario calato sulle canzonette, per continuare a distrarre il popolo prima che qualcuno della mandria si svegli e realizzi che questo governo, e questo parlamento, hanno già battuto il record di improduttività: nessuna legge approvata, nessuno dei tanti fondamentali dossier aperti (Ilva, Alitalia, tasse, prescrizione) mandati in porto.

Ma niente, non c'è verso di liberarsene dei governanti incapaci. A loro si addice la definizione che Giovannino Guareschi diede di certi italiani: «Se ci si mettono di picca non muoiono neanche se li ammazzi». E questi altro che di picca si sono messi. Si accapigliano scandalizzati sulle lungaggini della giustizia quando hanno stabilito il record del mondo delle lungaggini della politica. Sentire Pd e i Cinque Stelle dare lezioni di coerenza ed efficienza è come dare la parola a Rocco Siffredi sulla fedeltà coniugale. Una buona riforma sarebbe quella di introdurre la prescrizione anche in politica: se non riesci a mantenere la parola data entro un certo tempo il mandato decade, avanti un altro e vediamo se così ci schiodiamo dall'immobilismo.

La ricetta della settimana sottoscritta da Palazzo Chigi sarà quindi: canta che ti passa. Ti passa la paura del virus, della crisi e forse anche di Salvini, perché il Festival sarà «democratico» come e forse più delle Sardine, movimento anche quello in via di archiviazione dopo essere stato usato dalla sinistra per incantare gli emiliani e i romagnoli chiamati alle urne. Scriveva il sommo poeta Dante Alighieri settecento anni fa: «Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere, non donna di provincia ma bordello». Quando si dice il tempo che non passa...

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 04/02/2020 - 18:33

per me sarebbe da abolire completamente questo festival.... costosissimo, piu di ogni altro simile in tutto il mondo, e dobbiamo pure prenderci insulti da certi cre.tini comunisti, come fedez....

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Mar, 04/02/2020 - 19:04

Fino quasi all'una, tanto prendiamo tutti il rdc mica ci alziamo presto.

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Mar, 04/02/2020 - 20:08

Dante avrebbe rincarato la dose se avesse potuto vedere l'arco parlamentare odierno, completamente asservito allo straniero, e la popolazione ridotta per il 70% al piddoleghismo. Le elezioni sono ormai una farsa: "Vuoi votare i liberali europeisti o i liberali europeisti? Tieni la scheda, così puoi legittimare il regime."

STREGHETTA

Mar, 04/02/2020 - 23:12

" Ahi serva Italia, di dolore ostello, NAVE SENZA NOCCHIERO IN GRAN TEMPESTA, non donna di provincia, ma bordello! " Così si esprimeva Dante, che non le mandava a dire. Ma possibile che dai tempi di Dante non sia cambiato niente?? Non ci si crederebbe, se non lo avessimo sotto agli occhi.

rrobytopyy

Mer, 05/02/2020 - 08:16

cosa si inventeranno ? ma si dimentica Sallusti che c' è il pallone, arma di distrazione di massa, ma sia il festival sia il pallone c'erano anche ai tempi dei suoi al governo o no ?

Mborsa

Mer, 05/02/2020 - 10:05

Questo governo sembra il Prodi II: ogni giorno un nuovo tema strumentale per non decidere niente! Ma l'opposizione cosa fa? Regge il moccolo al governo: non presenta iniziative politiche, non muove la piazza, non è coesa, si prepara alle prossime elezioni regionali fra tre mesi(?). Salvini è stato silenziato dai processi, la Meloni blandita dagli apprezzamenti dei media, Berlusconi neutralizzato dalla concorrenza di Renzi. Tra Sparta ed Atene non si sa chi fa piangere di più!

antipifferaio

Mer, 05/02/2020 - 10:29

Egr. direttore, quest'articolo mi sembra scritto solo per passare il tempo. Scusi eh, ma pretendere che degli ex disoccupati come i 5S, o i PDini dalla poltrona di piombo, tolgano il disturbo perdendo i 15000 euro mensili più prebende, sarebbe come convincere una pecora a farsi un passeggiata nella tana dei lupi. Ribaltiamo la situazione semmai: perché, visti i presupposti (crisi economica perenne e sempre più grave), non si dimette l'opposizione in blocco? Almeno quella sovranista! Ho escluso i parlamentari di FI perché notoriamente sappiamo essere dei "responsabili"... Purtroppo sappiamo che non lo farebbero mai enumerando mille scuse di carattere "istituzionale".... Buona giornata!

Ritratto di bimbo

bimbo

Mer, 05/02/2020 - 13:10

Condivido col direttore che questo paese è fatto da cicale cantarine, difatti il prossimo anno chiedo di partecipare al grande fratello..

Ritratto di Bob184

Bob184

Mer, 05/02/2020 - 16:54

Il problema, quello vero, é l'istituzione parlamentare che determina l'attuale stato di cose. Un sistema dove una maggioranza spuria, eletta ere or sono che nel frattempo ha dimostrato di non esistere più, accettata, permessa e promossa dall'unico che, per la Costituzione, non ha alcun potere altro che quello di averlo, di fatto, in assoluto, designando chi gli pare a dispetto del volere popolare. Quindi la soluzione: un sistema maggioritario, chi ha più voti governa; se uno della maggioranza si dimette, un altro dello stesso gruppo prende il posto; vincolo di mandato, se qualcuno é insoddisfatto se ne va e lascia come al punto precedente; voto palese. Non è la promozione di questa o quella maggioranza, è l'indiscutibile necessità di avere governi coesi e duraturi per dare ordine e legalità alla vita del popolo.

Luigi Farinelli

Mer, 05/02/2020 - 17:18

Neanche dieci minuti e Fiorello ci mette la battutina contro Salvini. Fortunatamente siamo ancora liberi di cambiare canale e così sono passato subito sul Quattro, dal fido Giordano. Magari mi sono perso Toscani o Benigni a fare "satira" politicamente corretta o femminista, ma pazienza.