Caos sanità in Toscana: dopo il caso di Pistoia si rischia una valanga di ricorsi

Scoperte difformità in almeno altre sei Asl. La Regione mette sul piatto sei milioni di euro per riequilibrare le differenze, ma per i sindacati non è chiaro chi prenderà quei soldi

Caos sanità in Toscana: dopo il caso di Pistoia si rischia una valanga di ricorsi

Come il vaso di Pandora: la vicenda che ha portato la ex Asl 3 di Pistoia alla condanna e al risarcimento di oltre 10 milioni di euro per non aver pagato parte degli stipendi negli anni dal 1998 al 2007 potrebbe allargarsi anche ad altre Asl della Toscana, arrivando a creare un danno economico pesante a livello regionale. A lanciare l’allarme è la funzione pubblica Cgil che punta il dito sulla critica situazione che riguarderebbe almeno altre sei strutture sanitarie in Toscana: l’ospedale pediatrico Meyer, l’azienda ospedaliera pisana e la Asl di Pisa, quella di Prato, quella di Grosseto e probabilmente anche quella di Siena. In tutte queste, i sindacati hanno scoperto delle difformità negli stipendi dei medici rispetto alla media regionale. E così potrebbero verificarsi a catena una serie di ricorsi, sulla scia di quello che è è successo a Pistoia nel 2011, quando 341 medici hanno aperto un contenzioso – e in 337 lo hanno vinto - contro la Asl in cui lavoravano per non aver percepito parte dello stipendio.

E adesso è il caos: perché dopo la riforma voluta dal governatore Enrico Rossi nel 2015, che ha cambiato l’assetto territoriale delle 12 ex Asl accorpandole in tre grandi macro-aree, molte strutture sanitarie non esistono più: nel caso di Pistoia sarà la Asl Toscana Centro a gestire la patata bollente, mentre nelle altre si sono create situazioni paradossali per cui nello stesso ospedale un medico, a parità di tutto, guadagnerebbe meno di un suo collega perché proveniente da una delle Asl che in passato avrebbero gestito il fondo contrattuale in maniera simile a come hanno fatto a Pistoia. Una situazione che la Regione Toscana deve, per forza di cose, sistemare. E in effetti sembrerebbe provarci, peccato che i risultati non siano quelli attesi, almeno dai sindacati.

Giusto un mese prima della sentenza che condanna la ex asl di Pistoia al maxi-risarcimento, la Regione Toscana delibera di mettere circa sei milioni di euro per “il riequilibrio dei fondi contrattuali tra le varie aziende sanitarie”. E tutto ciò, nell’ambito di un’intesa - si legge nella delibera - che prevede che le organizzazioni sindacali si impegnino a non sostenere conteziosi.

Ma adesso, proprio secondo i sindacati si aprono due fronti che bruciano: “Da un lato – dichiarano – la Asl Toscana Centro su cui è piovuta la patata bollente dei 10 milioni di euro non potrà certo fare ricorso in Appello contro la sentenza, perché significherebbe andare contro la Regione, dall’altra c’è da capire come verranno spartiti questi sei milioni di euro. Perché la Regione – continua la Fp Cgil - attende che siano le direzioni sanitarie a dirglielo”.

I sindacati, per parte loro, hanno già fatto capire che, se si tratta di “riequilibrio”, bisognerebbe che i soldi andassero dove mancano. Ma quel piatto da sei milioni di euro, che secondo parte delle organizzazioni sindacali sarebbe addirittura annuale, farebbe gola a molti.

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