La capitale tra rifiuti e degrado: a Roma è emergenza cinghiali

Dopo il video di un cinghiale che fa lo slalom tra le auto a pochi chilometri dal Vaticano e la morte di un motociclista, il Comune pensa alla sterilizzazione degli animali. Ma la Raggi è sotto attacco: "Roma è uno zoo a cielo aperto"

La capitale tra rifiuti e degrado: a Roma è emergenza cinghiali

Dopo i topi e le buche, ora sono i cinghiali la nuova emergenza nella Capitale. Complici i cumuli di immondizia che si accumulano ai lati dei cassonetti o che vengono gettati illegalmente in molte strade e aree verdi di Roma, questi animali si sono progressivamente allontanati dalle campagne ed hanno iniziato a frequentare sempre più assiduamente le strade della città.

Emergenza cinghiali: tra degrado e rischio sicurezza

Dopo pochi giorni dall’insediamento di Virginia Raggi, la situazione era già al limite dell’emergenza. Lo scorso luglio, infatti, un gruppetto di cinghiali era stato immortalato dai residenti del quartiere Monte Mario, mentre rovistava fra i sacchetti di rifiuti attorno ai cassonetti dell’immondizia di via Maria Pezzé. Negli ultimi mesi, come riporta il Corriere della Sera, questi animali selvatici, che ormai scorazzano nelle strade della Capitale, dalla Cassia all’Infernetto, hanno già provocato due incidenti gravi. All’inizio di marzo il video di un cinghiale che corre in direzione opposta a quella delle auto in via Baldo degli Ubaldi, nel quartiere Aurelio, ripreso da un automobilista, diventa virale. La scena è surreale. L’animale fa lo slalom tra le auto nella via trafficata a pochi chilometri dal Vaticano, per fortuna, senza provocare incidenti. Qualche settimana più tardi, però, purtroppo, l’epilogo tragico è arrivato. Nazzareno Alessandri, un cinquantenne romano residente non lontano da via Cassia, perde la vita schiantandosi sull’asfalto dopo che il suo scooter si scontra con un cinghiale che stava attraversando la strada all'incrocio fra via dell'Inviolatella Borghese e via Cassia Nuova, in zona Grottarossa. La tragedia ha suscitato l’indignazione dei cittadini ed ha riacceso i riflettori su un problema che sta diventando sempre più grave per la città.

Roma è “uno zoo a cielo aperto”

Dopo l’incidente di venerdì sera il Codacons ha puntato il dito contro l’amministrazione capitolina chiedendo di aprire un’indagine per verificare “le responsabilità del Comune di Roma, dei vigili urbani e delle Guardie zoofile” per una serie di reati “compreso il concorso in omicidio colposo”. “Da tempo a Roma si segnala la presenza crescente di cinghiali che scorrazzano per le strade della città, mettendo in serio pericolo l’incolumità dei cittadini”, ha scritto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, sottolineando come “a fronte di tali denunce, il problema non è stato risolto”. Secondo il presidente del Codacons la città ormai è diventata “uno zoo a cielo aperto, con animali selvatici, maiali e topi che si aggirano indisturbati nelle aree urbane”. Ma non è più soltanto una questione di decoro. In gioco, ormai, c’è anche la sicurezza dei cittadini. Secondo la Coldiretti il numero dei cinghiali in Italia “è raddoppiato negli ultimi dieci anni”. Questi animali selvatici sono diventati più di un milione in Italia e la loro “proliferazione incontrollata”, secondo Coldiretti, è una delle principali cause “dell’escalation” di aggressioni e incidenti: 100milioni di euro di danni, soltanto nell’ultimo anno, tra distruzione di raccolti agricoli e incidenti stradali.

La giunta pentastellata propone un “immunovaccino”

Così l’amministrazione pentastellata cerca di risolvere il problema, ipotizzando l’utilizzo di un “immunovaccino”. In altre parole, l’assessorato all’Ambiente sta pensando ad una sterilizzazione dei cinghiali per fermare la moltiplicazione degli animali e scongiurare l’invasione della città. “Stiamo valutando l'opportunità di utilizzare un immunovaccino sui cinghiali”, hanno annunciato il presidente della commissione Ambiente, Daniele Diaco, e l’assessore all’Ambiente, Giuseppina Montanari, “è nostra intenzione applicare tale progetto alla nostra realtà cittadina, al fine di contrastare questa criticità in modo sostenibile e rispettoso dei diritti degli animali”. "Con lo scopo di redigere una comune procedura di intervento” si è riunito un tavolo tecnico con vari soggetti interessati. “Nei vari tavoli tecnici è emerso che la Regione Lazio ha acquisito le competenze in materia ma, a fronte di queste, non possiede le adeguate risorse umane ed economiche necessarie alla risoluzione del problema”, scrive però Diaco su Facebook. Tra i piani del Comune, secondo quanto riporta Il Messaggero, ci sarebbe anche quello di recintare le aree verdi e rimuovere i cassonetti dei rifiuti da alcune strade considerate a rischio, come via Baldo degli Ubaldi, via Cassia e via Trionfale. La sterilizzazzione, però, non sarebbe una soluzione efficace secondo gli ambientalisti, come quelli della fondazione UNA Onlus, che riunisce al suo interno varie sigle, i quali domandano che venga piuttosto “riequilibrata la presenza dei cinghiali sul territorio”, salvaguardando la biodiversità e salvando i parchi dal degrado e dall’incuria, fattori che spingono questi animali selvatici ad avvicinarsi alle aree urbane.

Verso la "festa" del 25 marzo con l’incubo rifiuti

Nel frattempo però l’opposizione in aula Giulio Cesare continua ad attaccare la sindaca. La "Raggi sterilizza i cinghiali ma non Roma, sono certo che se toglie la monnezza se ne vanno anche topi, gabbiani e bacarozzi", scrive su Twitter il consigliere Dem Marco Palumbo. E sempre dal Pd, il consigliere comunale, Ilaria Piccolo, rincara la dose: "Roma piena di monnezza attira piccioni, topi e cinghiali”. “Dai maiali di Marino ai cinghiali della Raggi, la città resta sporca e rimane a rischio la sicurezza dei cittadini", rilancia Filippo Ghera, consigliere di Fratelli d’Italia, che denuncia come le strade della Capitale, “al di là dei continui annunci del sindaco e dell'assessore siano ancora sporche". Quella dei rifiuti, quindi, resta una spada di Damocle che pende sul collo dell’amministrazione. Anche se il rischio di presentare una Capitale con cumuli di immondizia ai lati delle strade ai capi di Stato e di governo europei, che arriveranno nella Città Eterna per il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, sembra essere stato scongiurato, dopo che l’amministratore unico di Colari, il Consorzio dei rifiuti del lazio di Manlio Cerroni, ha smentito le voci del respingimento di metà dei rifiuti destinati ai suoi impianti a causa dell’abbassamento delle tariffe da parte della Regione Lazio, resta da fare i conti con la situazione nelle periferie. Una situazione che, tra rifiuti in strada, discariche abusive e scorribande di cinghiali, rischia di diventare sempre più pericolosa per la sicurezza di romani e turisti.

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