“Dio non maledice, ma no al matrimonio”. I vescovi europei sui gay

L’arcivescovo lussemburghese sottolinea che “nessuno nel Regno di Dio è escluso”. Nessuna apertura, invece, su aborto e eutanasia

“Dio non maledice, ma no al matrimonio”. I vescovi europei sui gay

Nel Regno di Dio nessuno è escluso, nemmeno divorziati risposati e omosessuali. Così, senza troppi giri di parole, il cardinale Jean-Claude Hollerich in una lunga intervista all’Osservatore Romano. L’arcivescovo lussemburghese ha spiegato infatti che “il Regno di Dio non è un club esclusivo”, ma anzi apre le sue porte a tutti e lo fa “senza discriminazioni”. “Tanti nostri fratelli e sorelle ci dicono che , qualunque sia l'origine e causa del loro orientamento sessuale, di certo non se lo sono scelto”, ha aggiunto il 64enne, che ha risposto in maniera chiara sulla benedizione delle coppie omosessuali: “Pensate che Dio possa mai 'dire-male' di due persone che si vogliono bene?”.

“Non c’è spazio per matrimonio gay sacramentale”

Parole importanti quelle di Jean-Claude Hollerich sulle coppie gay, ma senza alcun tipo di apertura al matrimonio sacramentale. Il presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea non crede ci sia spazio “perché non c'è il fine procreativo che lo caratterizza, ma questo non vuol dire che la loro relazione affettiva non abbia nessun valore”.

Hollerich chiude su eutanasia e aborto

Nel corso del lungo dialogo con il giornale della Santa Sede, il cardinal Hollerich si è soffermato anche su altri dossier al centro del dibattito pubblico. Parliamo di eutanasia e aborto. Ebbene, il giudizio dell’arcivescovo lussemburghese è perentorio: chiusura totale.“Credere nella vita eterna, significa però credere che la vita eterna è già qui, ora. E che come tale va vissuta, e goduta. Sono molto spaventato in tal senso da una montante concezione funzionalistica della vita, per cui se non funziona la si butta”, la sua analisi.

Hollerich s’è detto terrorizzato nel vedere i Paesi Bassi estendere la pratica dell’eutanasia ai malati psicologici, una svolta frutto “della pervadente ideologia consumistica”.

Poi, a tal proposito, sull’interruzione di gravidanza: “Mi preoccupa sentire nel parlamento Europeo chi invoca l'attribuzione dello status di diritto 'fondamentale' all'aborto, perché se è un diritto fondamentale allora è un diritto assoluto e quindi non ammette più un rifiuto di coscienza. Anche questo è assurdo. Ricordiamoci sempre che la vita, anche se limitata, è bella”.

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