Case popolari prima agli italiani: Tar dà ancora ragione al modello di Sesto San Giovanni

Il tribunale amministrativo regionale lombardo per la quarta volta dà ragione al comune di Sesto San Giovanni: non discrimina gli stranieri

Non c'è tre senza quattro. Infatti, per la quarta volta, il Tar della Lombardia ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino extracomunitario di Sesto San Giovanni, che aveva protestato contro la cancellazione della sua domanda per l'assegnazione di un alloggio popolare, in mancanza di tutta la documentazione relativa alle proprietà immobiliari all'estero prevista per legge. Spieghiamo. Il "modello Sesto", comune amministrato da Roberto Di Stefano, consiste nel predisporre l'assegnazione delle case popolari dando precedenza ai cittadini italiani bisognosi. Cosa che secondo i giudici del Tar non rappresenta alcuna discriminazione verso gli stranieri. Insomma, le case popolari prima agli italiani non fanno un torto a nessuno.

Il Tar, inoltre, ha anche condannato il ricorrente a pagare mille al Comune per le spese di giudizio. Si tratta della quarta sentenza del Tar che dà ragione all'amministrazione Di Stefano, dopo i casi analoghi di gennaio, maggio e agosto 2019.

Il commento del sindaco

Il primo cittadino del comune in provincia di Milano ha così commentato la sentenza dei giudici: "Questa è l'ennesima sentenza del Tar che conferma la correttezza del nostro operatoro. Applichiamo la legge in maniera chiara e trasparente senza nessuna discriminazione né corsia preferenziale verso qualcuno".

Dunque, il sindaco attacca le opposizioni che hanno sempre provato ad affossare il suo "modello": "È inutile che la sinistra continua ad attaccarci sulle assegnazioni delle case popolari perché, come più volte hanno certificato i giudici, tuteliamo i cittadini in regola coi documenti. Consiglio a Partito Democratico e compagni di leggersi le sentenze e di rispettarle, anziché continuare a parlare a sproposito di razzismo e alimentare polemiche puramente strumentali. Sottolineo che questi continui ricorsi contro il Comune che applica correttamente le leggi vengono puntualmente respinti dalla magistratura amministrativa".

Infine, Di Stefano chiosa così: "Se non rispettassimo le leggi andremmo a penalizzare tutti quei cittadini, sia italiani che stranieri, che presentano correttamente tutta la documentazione relativa alle loro proprietà immobiliari e necessaria per entrare in graduatoria. Andremo avanti su questa strada, per aiutare chi rispetta le regole e si trova davvero in difficoltà".

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Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Gio, 30/01/2020 - 09:29

strano che nei tribunali regionali ci siano giudici non comunisti!

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Gio, 30/01/2020 - 09:46

Gli stranieri non devono avere nessun accesso alle case popolari. O al reddito di "cittadinanza". O alle pensioni. O al suolo italiano.