Caserta, sciolto il Comune di Orta di Atella per legami con la camorra

Un duro colpo per la nuova amministrazione comunale, nata sulle ceneri della precedente gestione con l’obiettivo di dare una svolta positiva, attraverso un’azione votata alla legalità

La definimmo città fantasma lo scorso mese di febbraio, quando con le nostre telecamere documentammo lo scempio urbanistico compiuto nel territorio a cavallo tra Napoli e Caserta. Ad Orta di Atella cemento e criminalità vanno a braccetto. 1440 appartamenti sequestrati, edifici su edifici e nient’altro, frutto di un modello fondato esclusivamente sulle costruzioni selvagge, che si è sviluppato, nel corso degli anni, nel silenzio generale, nonostante le denunce di ambientalisti e cittadini onesti. A distanza di nove mesi è arrivato lo scioglimento del consiglio comunale da parte del Governo, per condizionamenti della camorra.

“Il Consiglio dei ministri – si legge in una nota – su proposta del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato lo scioglimento per diciotto mesi del consiglio comunale di Orta di Atella (Caserta) e il contestuale affidamento dell’amministrazione dell’ente a una commissione di gestione straordinaria”.

Un duro colpo per la nuova amministrazione comunale, nata sulle ceneri della precedente gestione con l’obiettivo di dare una svolta positiva alla città, attraverso un’azione votata alla legalità. Era stata preannunciata una stagione di riforme, ma evidentemente alcuni legami con il passato non sono stati ancora recisi. Le reazioni ad Orta di Atella sono state immediate. “Un provvedimento che rattrista – ha scritto il senatore locale del Movimento 5 Stelle Fabio Di Micco – ma non sorprende, poiché giunge a conclusione di una lunga e devastante stagione politico-amministrativa che ha visto protagonista una classe politica collusa, impreparata e improvvisata”.

Il sindaco Andrea Villano, sostenuto da liste civiche, ha vinto le elezioni dopo un lungo periodo di gestione politico-amministrativa da parte dell’ex primo cittadino Angelo Brancaccio, oggi in carcere perché accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso per i suoi rapporti con i clan locali, dai quali avrebbe ricevuto sostegno elettorale in cambio di speculazioni edilizie. “Dal ‘sistema brancacciano’, fondato sulle clientele sui favoritismi, sull’affarismo, sulle ingerenze criminali, sui privilegi dei pochi a danno dell’intera comunità, che ha prodotto una devastazione urbanistica e culturale senza precedenti – ha spiegato Di Micco – si è giunti all’amministrazione Villano, il cui scioglimento certifica che quel ‘sistema’ è tutt’altro che sconfitto”.

Duro anche il commento del gruppo politico di opposizione “Città Visibile”, che scrive sui social network: “L'amministrazione Villano se ne torna a casa, commissariata e soprattutto senza aver inciso per niente sul tessuto urbano e sociale di Orta di Atella. Avevano promesso un ‘libro nuovo’ per il nostro paese e invece ci hanno fatto rivivere la stessa storia di sempre. Una nuova vergogna per Orta e speriamo la sveglia definitiva per un paese che ha la necessità vitale di affidarsi a un cambiamento vero”.

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