Cassiera si rifiuta di lavorare la domenica di San Silvestro: trasferita a 100 chilometri di distanza

Trasferita per una settimana a lavorare a un centinaio di chilometri di distanza per aver detto di no a lavorare la domenica di San Silvestro

Trasferita per una settimana a lavorare a un centinaio di chilometri di distanza per aver detto di no a lavorare la domenica di San Silvestro. È quanto sarebbe accaduto a una cassiera di un discount di Susa impiegata con un contratto che prevede il riposo domenicale e l'orario lavorativo dal lunedì al sabato. A denunciare l'accaduto il sindacato di categoria della Cisl, la Fisascat, che nei giorni scorsi ha promosso una mobilitazione e ora attende una risposta da parte dell'azienda.

Secondo il racconto di Sabatino Basile, responsabile torinese di Fisascat Cisl, la signora a metà dicembre avrebbe detto alla sua responsabile di non essere disponibile a lavorare la domenica vigilia di Capodanno e il giorno dopo avrebbe ricevuto comunicazione di doversi recare per una settimana a lavorare nel Canavese. Interpretando il fatto come una conseguenza del suo rifiuto a lavorare domenica 31 dicembre la donna si è rivolta al sindacato che ha già promosso uno sciopero e preannuncia altre mobilitazioni in caro di mancata soluzione positiva della vicenda.

Commenti

Raoul Pontalti

Mer, 27/12/2017 - 22:45

E' l'economia degli olgettini e dei montiani tanto amata dai bananas e da Feltri.

cgf

Gio, 28/12/2017 - 01:38

il nome del discount? è per caso quello tedesco?

Ritratto di Nahum

Nahum

Gio, 28/12/2017 - 05:53

Sindacalizzata e anche cattivella visto che altre colleghe nin hanno un contratto come il suo. A me dà l'idea di essere una storia creata ad arte anche se, se fosse vero, la condotta del supermercato appare punitiva. Aspettiamo di leggere altre dettagli, ma la cosa secondo me non è così lineare come presentata.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Gio, 28/12/2017 - 07:58

dovevano licenziarla...

aldoro

Gio, 28/12/2017 - 10:38

di lazzaroni l'Italia è piena. Si guadagna di più facendo causa al datore di lavoro per mobbing e violazione contrattuale che non andando a lavorare per tutelare il proprio posto di lavoro. Inoltre una bella ansia da stress legata al confronto col datore di lavoro ed ecco che anzichè stare a casa un giorno, sta a casa, pagata, sette. Solo in Italia. Robe da matti. Il fesso è chi ha voglia di lavorare e si impegna per guadagnarsi la pagnotta. E parlo da dipendente...

aldoro

Gio, 28/12/2017 - 10:51

L'Italia è la patria dei lazzaroni. Questo ne è un esempio. L'azienda gira attorno al dipendente e non viceversa. Se l'azienda prova a cambiare tale regola ecco il mobbing, il contenzioso, il giudice del lavoro, il medico che ti mette in malattia per una settimana così allunghi il san silvestro.... la richiesta di risarcimento danni e via di questo passo. La disponibilità e voglia di lavorare per difendere il proprio lavoro e guadagnarsi veramente la pagnotta, è del tutto marginale e lasciato ai pochi fessi che si danno da fare e lavorano veramente anche per questi sindacalizzati fancazz.... In Italia vincono i furbi.

Ritratto di venividi

venividi

Gio, 28/12/2017 - 12:30

Se il contratto di questa signora non prevedeva nulla in contrario a un tale trasferimento, non vedo la ragione di tutto questo cancan. Se avevano bisogno di qualcuno a 100 km per una settimana, non capisco perché non poteva essere lei ad essere trasferita. Oppure il suo rifiuto di lavorare a San Silvestrio la metteva al riparo anche del trasferimento ?