Catanzaro, una via per Sergio Ramelli. Ma gli antifascisti protestano

Riviata la cerimonia di inaugurazione di una via dedicata a Sergio Ramelli a Catanzaro. Il comitato scende comunque in piazza: "Opponiamo il ricordo all'odio"

Catanzaro, una via per Sergio Ramelli. Ma gli antifascisti protestano

Nemmeno il tempo cancella l'odio. Quel disprezzo mai sopito della sinistra per un ragazzo, Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù barbaramente ucciso a Milano nel 1975 per mano di militanti legati ad Avanguardia Operaia.

A Catanzaro da alcuni mesi un gruppo di cittadini ha dato vita ad un comitato con l'obiettivo di dedicare una via della città a Sergio. Un modo per chiudere un'epoca, per girare pagina e andare avanti. Riconoscendo e ricordando l'orrore dell'odio politico che spezzò la vita di un giovane idealista. "Per noi questa via sarà il simbolo della pacifiazazione nazionale", dice al Giornale Salvatore Marano. Insieme ai consiglieri comunali Eugenio Riccio e Domenico Tallini, a dicembre del 2016 il comitato ha presentato domanda formale per intitolare una strada a "Sergio Ramelli e alle vittime del terrorismo". Proposta approvata dalla commissione toponomastica il 22 febbraio 2017.

Tutto molto lodevole. Peccato che sulla strada del comitato, oltre alla burocrazia, ci si siano messe pure le sigle dell'arcipelago antagonista e di sinistra. Dal Collettivo Studentesco a Sinistra anticapitalista, fino ad arrivare a Rifondazione Comunista e ai Giovani coministi di Catanzaro. Tutti schierati contro Sergio Ramelli. "Rimaniamo sbalorditi - scrivono gli oppositori irriducibili - di fronte al candore e all’innocenza con cui i "camerati" commemorano un assassinio, seppur gli stessi camerati più e più volte, a Catanzaro e non solo, si sono macchiati di azioni di efferata violenza".

Il solito ritornello. Ma Sergio, come i partigiani e le vittime del terrorismo nero, merita il giusto riconoscimento. Oppure esistono morti di serie A e morti di serie B? Per gli antifascisti forse è così, visto che dietro la richiesta dei promotori vedono solo la "continua ricerca di un martire che possa essere pianto e poi usato per giustificare e propagandare, paradossalmente, proprio un’ideologia carica di discriminazione e di violenza".

Sarà un caso, ma dopo le proteste degli antifascisti è sorto un cavillo burocratico che ha costretto il comitato a rinviare la cerimonia di intitolazione della strada. "Dopo la pressione degli antagonisti - spiega Marano - Il prefetto non ha firmato l'atto finale e, nonostante in altre 25 città già esista una via Ramelli, ha chiesto parere al ministero. E così ci tocca aspettare". I promotori, comunque, si sono incontrati in piazza per contrapporre "la volontà, lo spirito comunitario e il ricordo, all'odio e ai tempi lentissimi della burocrozia". "Le targhe arriveranno presto - dicono - e la via ci sarà anche materialmente, intanto col cuore le abbiamo consegnato un nome e un'identità: Via Sergio Ramelli".

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