"Così Denise fu rapita". Il cavalcavia, la barca a remi e il faro

Quale fu il percorso effettuato da Denise Pipitone con i suoi rapitori: ecco le corrispondenze con lo scenario descritto da Battista Della Chiave

"Così Denise fu rapita". Il cavalcavia, la barca a remi e il faro

Battista Della Chiave potrebbe aver fornito lo scenario esatto del percorso effettuato dai rapitori di Denise Pipitone. È quanto è emerso nella puntata di ieri di “Chi l’ha visto?”, che ha ospitato degli esperti di Lingua Internazionale dei Segni (Lis).

Gli esperti Lis, che avevano già analizzato le audizioni di Della Chiave, hanno spiegato che l’uomo non parlava quel linguaggio, ma si avvaleva di una mimica personale per comunicare. Grazie a quella mimica, Della Chiave ha raccontato in tre audizioni agli inquirenti di aver visto Denise, ha accennato a una telefonata, e a un uomo di circa 25 anni, con i capelli ricci, il pizzetto e i baffi che l’ha portata via. La bambina è stata condotta con una moto lungo un cavalcavia e poi nascosta su una barca a remi e portata fino a un faro. Federica Sciarelli ha mostrato i luoghi di Mazara del Vallo, dove la piccola scomparve il 1 settembre 2004, che corrispondono perfettamente alla descrizione dell’uomo sordomuto: un ponte con un grande arco e un cavalcavia sul fiume Mazaro, le barche a remi sotto il cavalcavia e un piccolo faro con un porticciolo, che si intravede sulla distanza dal cavalcavia. Di fronte agli interpreti allibiti per queste corrispondenze, lo spettatore si è potuto rendere conto di come Della Chiave avrebbe potuto fornire esattamente la dinamica del rapimento.

In trasmissione si è tornati inoltre a parlare della lettera anonima: in 3 pagine, un testimone dice di aver visto Denise trasportata su un’auto con cui ha avuto un piccolo incidente. La missiva sarà a disposizione anche della Procura di Marsala, ma intanto mamma Piera Maggio, come il suo legale Giacomo Frazzitta aveva già fatto, ha invitato l’autore o l’autrice della lettera a fare un passo avanti: in mancanza di altri elementi, le lettere anonime non risultano utili infatti nelle indagini.

Infine “Chi l’ha visto?” è tornato a parlare di alcune situazioni che riguardano Anna Corona e Jessica Pulizzi, rispettivamente ex moglie e figlia di Piero Pulizzi, padre naturale di Denise, rispettivamente oggetto di un’archiviazione e un’assoluzione in tre gradi di giudizio nelle passate indagini sulla scomparsa della bimba.

Si è parlato di come le intercettazioni possano essere ampiamente interpretabili - un frate, che vede la trasmissione di Rai 3 in un convento di Venezia, si sta occupando di ripulire gli audio. Si è raccontato come nel 2005 Jessica sia stata accusata di favoreggiamento, perché portò a casa il coltello con cui un conoscente aveva compiuto un’aggressione. E infine si è accennato anche alla figura di Claudio Corona, fratello di Anna con cui pare non corressero buoni rapporti nel 2004: un testimone ha ventilato che l’uomo, che sembra avesse frequentazioni malavitose, fosse sotto protezione da parte delle forze dell’ordine.

“Chi l’ha visto?” ha intervistato l’ex procuratore di Marsala Alberto Di Pisa, che ha testimoniato come si sia cercato di seminare zizzania nei confronti di Frazzitta e Maggio: qualcuno riportò al procuratore che il legale fosse stipendiato dalla trasmissione e che la mamma di Denise “non fosse una donna specchiata”.

Pare infatti che anche ai carabinieri giunsero degli esposti che cercavano di gettare discredito sulla moralità di Piera Maggio e della sua famiglia, tanto che la donna fu accusata di aver girato dei film porno, elemento che tra l’altro, anche fosse stato verificato, non avrebbe costituito nessun reato. I carabinieri ipotizzarono che chi aveva preso Denise forse aveva interesse a spostare l’asse delle indagini.

A Di Pisa giunse addirittura una lettera con un’indicazione: gli inquirenti scavarono in un campo e trovarono una piccola bara bianca vuota. Secondo l’ex procuratore, si trattò di un segnale per dire che Denise era morta, oppure fu solo un caso e il segnalatore era un mitomane. “La nostra tesi è che la vicenda nasce in ambito famigliare - ha spiegato l’uomo - La bambina viene prelevata da Jessica e consegnata a qualcuno che poi la porta agli zingari in un campo intorno a Mazara, zingari che si allontanano subito dopo. La tesi trova riscontro del video della guardia giurata: per me la bambina è al 90% Denise e ritengo sia ancora viva. Mamma e figlia (Anna Corona e Jessica Pulizzi, ndr) sono terribili. Sono due donne capaci di tutto, secondo me”.

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