Migranti, pressioni al confine con la Francia. "Serve un centro rimpatri"

L'ipotesi dell'onorevole Flavio Di Muro (Lega) è di creare un centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) in modo da liberare la città dagli accampamenti delle ultime settimane e risolvere il problema dei flussi al confine italo francese di Ventimiglia

Migranti, pressioni al confine con la Francia. "Serve un centro rimpatri"

Un gatto che si morde la coda? Un vicolo cieco o una storia infinita? Probabilmente tutte e tre, la questione dei flussi migratori al confine italo francese di Ventimiglia sembra proprio senza una soluzione. Non solo gli sbarchi nel sud della Penisola, ma anche i respingimenti da parte delle autorità francesi al confine, hanno creato un effetto imbuto a Ventimiglia, dove centinaia di stranieri, molti dei quali irregolari, sono bloccati. Come risolvere questa situazione?

Negli anni passati si è cercato di correre ai ripari con un centro di accoglienza nel quale i migranti potevano godere di vitto e alloggio gratuiti e di tutte le informazioni legali per ottenere lo status di rifugiato. Tutto bene? Non proprio. I migranti potevano uscire e rientrare a proprio piacimento. Spesso si allontanavano nel pomeriggio, cercando passaggi a pagamento verso la Francia. Con l'emergenza sanitaria, inoltre, il prefetto di Imperia, Alberto Intini, ha ritenuto opportuno chiudere il centro, specificando che non si tratta di un "albergo". Ai clandestini non resta quindi che accamparsi nella speranza di riuscire a espatriare clandestinamente oltreconfine.

A proporre una soluzione definitiva - che, come lui stesso afferma "non vuole risolvere il problema dell'immigrazione a livello globale, ma limitatamente alla nostra frontiera" - è il deputato della Lega, Flavio Di Muro, di Ventimiglia. In cosa consiste: creare al confine un centro di permanenza per i rimpatri degli stranieri irregolari. "Non si tratta di un centro temporaneo e neppure di una fotocopia di quello che c'era prima al Parco Roya - afferma Di Muro -. Parliamo, invece, di un centro chiuso, dove i migranti vengono trattenuti all'interno".

Esistono già dieci strutture di questo genere in Italia, una per Regione. Manca in Liguria e Ventimiglia potrebbe essere la sede ideale. Chi troverebbe ospitalità nel centro? "Sicuramente gli stranieri irregolari, che si stima siano circa il 30-40 per cento di coloro che circolano in città. Ma non è tutto. Rientrerebbero anche coloro che hanno presentato domanda di asilo o protezione internazionale e che non hanno ancora ricevuto una risposta, i quali vengono spesso erroneamente classificati tra i 'regolari'".

E poi ci sono i soggetti su cui grava una procedura di pre-espulsione e quelli che possono rappresentare un pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica. "Poniamo il caso - prosegue Di Muro - dello straniero che viene denunciato per una rissa o per un furto". Secondo l'onorevole leghista: "Ci sono buone prospettive affinché questa proposta, che è di buon senso, possa essere accolta a livello bipartisan. Il luogo in cui potrebbe sorgere questo centro non spetta a me deciderlo".

Nel caso la proposta venisse accolta, quindi, i migranti potrebbero essere trattenuti fino a 90 giorni, prima del loro rimpatrio e non a tempo indeterminato come accadeva prima. Inoltre, si tratterebbe di una struttura snella e veloce, che può esssere realizzata nel giro di pochi mesi, senza lungagini burocratiche, grazie a una procedura negoziata che prevede cinque offerte. L'operazione prevede un investimento di risorse economiche e appartenenti alle forze dell’ordine.

Del resto l'allarme sul confine italo-francese è sempre più alto. Da gennaio a giugno 2021, secondo dati della prefettura di Imperia, sono 474 i provvedimenti di espulsione a carico di altrettanti irregolari presenti a Ventimiglia. "Su questo, però lo Stato deve dar prova di esistere, perché non basta consegnare loro un foglio di via e salutarli, serve organizzare il trattenimento del migrante, affinché la misura del questore sia più efficace", dice ancora Di Muro.

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