Cronache

"Lavorare? No, preferisco il reddito di cittadinanza": il disastro grillino

Nel servizio di Non è l'arena due percettori del reddito di cittadinanza rifiutano un contratto di lavoro per tenersi stretto il sussidio grillino

"Lavorare? No, preferisco il reddito di cittadinanza": il disastro grillino

Di certo non c'è nulla di cui stupirsi, ma è la prova lampante che mette in evidenza una delle principali cause del fallimento del reddito di cittadinanza. La misura targata Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto fare da spinta verso l'occupazione, ma in molti casi si è rivelata essere un vero e proprio disincentivo al lavoro. Lo conferma l'ultimo servizio di Non è l'arena andato in onda ieri sera su La7, nel quale due percettori del rdc hanno rifiutato un contratto di lavoro per tenersi stretto il sussidio grillino.

"Lavoro? Preferisco il reddito 5S"

L'imprenditore Valerio Laino da mesi ha messo annunci e sparso la voce, ma il risultato è sempre lo stesso: arriva una lunga serie di "no" da chi già ha un'entrata economica grazie al reddito di cittadinanza. Così l'inviato Marco Agostini lo ha accompagnato a svolgere dei colloqui per l'assunzione di nuovi dipendenti: un posto da banchista, un contratto di terzo livello per 6 ore e 40 con una busta paga da 1.300/1.500 euro.

Così arriva il primo "candidato" che, dopo essere venuto a conoscenza delle condizioni e degli aspetti del contratto, ha subito voluto mettere le cose in chiaro: "Ci sarebbe solo una cosa però, magari rimane tra me e lei... Se possibile non mi fa un contratto perché io già percepisco il reddito di cittadinanza". Il desiderio sarebbe dunque quello di un lavoro in nero così da non farsi mancare il sussidio grillino da 730 euro. "È un rischio stare in nero ma meglio così", ha detto senza problemi.

L'epilogo non cambia con un'altra persona, che già in passato si era candidata per lavorare nell'attività di Valerio Laino. L'interlocutore si dice disponibile ma mette le mani avanti e fa sapere di percepire già il reddito di cittadinanza: "Facendo un contratto non...". E anche in questo caso non viene esclusa la strada del lavoro in nero: "Potrei farlo, se ci mettiamo d'accordo diversamente sì. Però resta il fatto che al momento non lascio il reddito".

I numeri choc

L'edizione odierna del quotidiano Libero parla di numeri drammatici in merito alla platea di beneficiari del reddito di cittadinanza che non vuole saperne di accettare un lavoro. I centri pubblici per l'impiego della provincia di Napoli hanno incassato risposte negative in molti casi: nello specifico nel 90% dei casi i posti offerti agli assistiti sarebbero rimasti vacanti. Senza dimenticare l'enorme mole di truffe in tutta Italia, con i furbetti che incassano soldi pur non possedendo i requisiti necessari.

Anche per questa motivazione è tornato ad accendersi il dibattito sulla misura che porta la firma del Movimento 5 Stelle. Le iniziative politiche non mancano, come quella di Italia Viva che dal 15 giugno avvierà una raccolta firme per arrivare all'abolizione. Per Licia Ronzulli, senatrice di Forza Italia, il reddito di cittadinanza "mortifica il merito e le competenze" e perciò ha proposto di sospenderlo per la stagione estiva reintroducendo i voucher: "Questa cultura assistenzialista targata sinistra-M5s penalizza anche gli imprenditori che non trovano più personale".

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