La Chiesa tedesca accelera sui preti sposati

La Chiesa tedesca sta accelerando sui "viri probati". Dopo le aperture del Papa, ecco le parole del cardinale Marx. Il Vaticano verso la rivoluzione

La Chiesa tedesca accelera sui preti sposati

La Chiesa tedesca ha deciso di accelerare sui "viri probati", cioè su quegli uomini cattolici che, nonostante siano sposati, potrebbero ugualmente essere ordinati sacerdoti. Il cardinale Marx, rinomatamente noto per far parte della frangia più progressista del clero, avrebbe toccato il tema durante l'assemblea del Comitato regionale bavarese dei cattolici. Un gesto di continuità con le aperture sul tema che Papa Bergoglio stesso ha compiuto in questi mesi. Marx - secondo quanto riportato dal sito tedesco Katholisch.de - avrebbe incoraggiato i tedeschi ad avviare una vera e propria discussione sull'argomento. Secondo il quotidiano Die Tagespost - come riportato qui - il cardinale bavarese avrebbe poi dichiarato che: "Papa Francesco sta ora parlando con alcune persone di questa possibilità" e che il tutto dovrebbe essere considerato e discusso "nel più ampio contesto" possibile. Dalla Germania, insomma, arriva un chiaro messaggio dottrinale teso ad indirizzare e a coadiuvare l'azione del Vaticano nell'imminente futuro. Padre Paul Zulehner, un teologo viennese, è intervenuto a sua volta nell'assemblea citata, dichiarandosi sicuro che Francesco acconsentirà a far sì che uomini sposati possano divenire sacerdoti anche in occidente. La Chiesa, insomma, si prepara per la prima volta nella sua storia a vagliare sul serio questa possibilità.

Il dibattito interno sui "viri probati" è in corso soprattutto relativamente al Sinodo sull'Amazzonia che si terrà a Roma durante il 2019. Il disegno di base disposto per questo appuntamento sarebbe da attribuire al cardinale Hummes, già prefetto della Congregazione per il Clero. Secondo quanto riportato qui, l'obiettivo non troppo nascosto sarebbe quello di trasformare i diaconi permanenti che operano in quella parte del Brasile in veri e propri sacerdoti. Nel caso questa decisione venisse presa, costituirebbe, con ogni probabilità, un precedente utile a ribadire il medesimo procedimento anche negli altri episcopati della Chiesa cattolica. Mesi fa, alcune notizie pubblicate in Brasile, svelarono come Bergoglio avesse scritto proprio al cardinale brasiliano, in funzione della necessità di dare vita ad un dibattito sull'allargamento del clero ecclesiastico brasiliano mediante l'utilizzo di questi uomini di sicura fede cattolica.

La mossa è stata interpretata dai più come atta a risolvere il problema della crisi vocazionali. L'Amazzonia, del resto, è un vastissimo territorio che i ministeri ordinari non riescono numericamente a coprire. L'intervento del cardinale tedesco, però, sembra estendere la discussione sulle nuove forme di ministerialità anche in occidente. Già durante lo scorso marzo, il cardinale Reinhard Marx aveva tracciato una nuova rotta assolutamente progressista per la gestione delle parrocchie: parlando dinanzi ai 180 membri del consiglio diocesano di Monaco aveva aperto alla possibilità che, anche nel caso in cui le Chiese fossero prive della guida di un sacerdote ordinario, quest'ultime potessero essere affidate ai laici. Il Vaticano, insomma, si appresta forse a dare vita ad una delle più grandi rivoluzioni dottrinali dell'intera storia della Chiesa.

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