Un chirurgo su 5 potrebbe andare in pensione nel Lazio con la “quota 100”

Secondo i dati dell’Acoi, 100 chirurghi sui 500 operanti nel settore della sanità pubblica del Lazio potrebbero andare in pensione con la nuova riforma delle pensioni

Un chirurgo su 5 potrebbe andare in pensione nel Lazio con la “quota 100”

Potrebbe essere una bella “gatta da pelare” per il Commissario alla Sanità della Regione Lazio. Secondo Pierluigi Marini, presidente dell'Acoi (Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani), con la nuova riforma delle pensioni, fortemente voluta da Matteo Salvini, un chirurgo su 5, in servizio negli ospedali pubblici di Roma e del Lazio, potrebbe andare in pensione appena scatterà quota 100, con il rischio di qualche difficoltà per le sale operatorie.

Questi dati destano apprensione soprattutto se si analizzano i numeri che ci dicono che sono all’incirca 500 i chirurghi operanti nel settore della sanità pubblica del Lazio, di cui almeno 100 (che hanno maturato i requisiti dei 62 anni di età e 38 di contributi) potrebbero chiedere di andare in pensione e non sarà facile rimpiazzarli con il blocco del turn-over. Preoccupano anche i numeri, a livello nazionale, secondo cui, allo scorso concorso nazionale di accesso alla scuola di specializzazione sono state presentate solo novanta domande su 16mila neolaureati a fronte dei settemila posti disponibili. Insomma, il ministero della Salute dovrà capire come far fronte a questo problema al fine di garantire i LEA, non solo nei reparti di chirurgia, ma in tutto il settore medico e ospedaliero se si considera, inoltre, che nei prossimi 5 anni potrebbero andare in pensione oltre 45mila medici.

Commenti