"Siamo orgogliosi": il parà ritorna da Kabul

Giacomo Giovenali è uno dei parà che ha lasciato per ultimo Kabul: la sua foto con in braccio un bambino afghano salvato dall'inferno ha fatto il giro del mondo

"Siamo orgogliosi": il parà ritorna da Kabul

Giacomo Giovenali è uno dei militari italiani che ha prestato servizio in Afghanistan, all'aeroporto di Kabul per agevolare l'evacuazione dalla capitale caduta in mano ai talebani. Lui è un parà ed è stato tra gli ultimi a fare ritorno in Italia, in particolare lui a giorni tornerà a Bibbiena, la sua città natale che, come rivela La Nazione, è pronta ad accoglierlo come un eroe. E, in effetti, anche Giacomo Giovenali è uno degli eroi italiani che hanno contribuito a salvare centinaia di vite umane nell'inferno di Kabul.

Negli ultimi giorni trascorsi nella capitale afghana, Giovenali ha visto e toccato con mano la disperazione di un popolo sottomesso e impaurito dall'avvento del regime talebano, le cui azioni sono purtroppo già note. E c'è una sua foto che ha fatto il giro del mondo, uno di quegli scatti destinati a passare alla storia come simbolo di un particolare evento. Lo ritrae in piedi, oltre il muro invalicabile dell'aeroporto di Kabul, mentre tiene tra le sue forti braccia un bambino ormai in salvo. Giacomo Giovenali è uno dei ragazzoni arruolati nel reggimento Tuscania dei carabinieri, un corpo scelto d'eccellenza con il quale il parà è impegnato da anni in missioni internazionali. Tra i suoi compiti principali durante le missioni ci sono i servizi di scorta e protezione dell'ambasciatore italiano e di tutto il corpo diplomatico presente nel luogo di destinazione.

È tornato in Italia con uno degli ultimi ponti aerei organizzati dalla Farnesina per portare in salvo i civili afghani nella notte di sabato. Con loro c'erano i militari e il personale diplomatico che è rimasto a Kabul fino alla fine, quando è stato possibile operare in condizioni di relativa sicurezza per salvare vite umane. Giacomo Giovenali è stato lì finché gli è stato concesso di rimanerci, al fianco dell'altro volto italiano simbolo di questa tragica emergenza, il console Tommaso Claudi.

Il parà di Bibbiena ha preso tra le sue braccia bambini spaventati dagli spari dei talebani e dalla calca che, giorno dopo giorno, si è ammassata contro le pareti invalicabili dell'aeroporto di Kabul. Ha salvato uomini e donne in preda alla disperazione che imploravano di essere portati altrove da quell'inferno. Avrebbe sicuramente voluto fare di più ma quel di più non gli è stato concesso, però ha fatto quanto era nelle sue possibilità per garantire un futuro a centinaia di persone che ora possono avere la speranza di cominciare una nuova vita.

Bibbiena e l'intera vallata aretina sono orgogliosi del suo impegno al fronte e il sindaco della sua città, Filippo Vagnoli, ha voluto esprimere la gratitudine sua e dei concittadini con un post su Facebook: "Giacomo ci fai sentire orgogliosi. Ci siamo sentiti per telefono e oltre a fargli i complimenti l'ho invitato in comune per ascoltare la sua testimonianza e portargli il saluto di tutti i cittadini. Ci incontreremo appena tornerà a Bibbiena".

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