Codogno, lettera al coronavirus: "La gente è temprata, torna da dove sei venuto"

Sul sito del comune nel Lodigiano è apparsa una lettera tra ironia e orgoglio: "Caro coronavirus, arrivi a scatenare l'epidemia? Sei un po' ridicolo"

Codogno, lettera al coronavirus: "La gente è temprata, torna da dove sei venuto"

"Malgrado le numerose difficoltà lasciateci pubblicare qualcosa di bello. Lettera semiseria, l'autrice è anonima". È questa la premessa della lettera aperta al coronavirus pubblicata sul sito del Comune di Codogno. Il messaggio, tra ironia e orgoglio, ha come destinatario proprio il Covid-19 che da Codogno si è diffuso in diverse regioni italiane causando, ad oggi, 12 vittime.

"Caro Coronavirus, come stai? Ho sentito che sei arrivato in Italia. Mi congratulo per la tua scelta, è noto in tutto il mondo che ci chiamano il Bel Paese", si legge nella lettera. "Vorrei soffermarmi sulla tua scelta di arrivare in pianura padana, nella fattispecie a Codogno. La questione mi tange, sono nata e ho vissuto lì per molti anni, i miei cari ancora abitano lì quindi lasciami il piacere di presentarti Codogno ed i suoi abitanti. Per prima cosa sappi che tutti, ma proprio tutti, abbiamo una meravigliosa R di cui andiamo molto orgogliosi. E non credere a chi ti dice che è la R alla francese o la R di Parma. È la R di Codogno e su questo non si discute! Scommetto che tu, che la R non la sai dire perché sei cinese, farai un pò ridere chiamandoti Colonavilus e ti presenterai in maniera pomposa come Covid-19".

Poi il messaggio di sfida. "Tu lo sai che la gente di quei posti è temprata dalla nascita? Guarda che noi abbiamo la nebbia, il ghiaccio, il Po che fabbrica zanzare, allevamenti a non finire e spesso quello che chiamiamo 'profumo di campi' è l'odore del letame usato per concimare - spiega l'anonima autrice -. E tu te ne arrivi a febbraio con la temperatura mite a spaventare sta gente? Suvvia", ha continuato sottolineando che gli abitanti del luogo sono addestrati alle intemperie.

"Un'altra peculiarità di Codogno è che da sempre la gente si lamenta che a Codogno non si organizza niente e se si organizza non c'è risposta. Tu arrivi lì a scatenare l'epidemia? Sei un po' ridicolo! Ti comunico che, se decidi di prolungare il tuo soggiorno, a maggio si organizza sempre la ciclolonga delle Rose, ti abbiamo fregato ancora con la R", continua simpatica la missiva.

Infine l'autrice lascia un consiglio al virus cinese che ha colpito la zona. "Dammi retta, procurati degli squisiti biscotti Codogno e della buona cotognata e torna da dove sei venuto perché sta gente lombarda è piuttosto cazzuta". Chissà che il virus non decida di andarsene.