Il comandante della Lifeline verrà rilasciato dietro cauzione

Il comandante della Lifeline dovrebbe uscire su cauzione, secondo il Times of Malta. La nave dell'Ong resta sotto sequestro

Il comandante della Lifeline verrà rilasciato dietro cauzione

Il comandante della Lifeline è stata interrogato di nuovo oggi a Malta, dopo essere finito sotto indagine per aver disobbedito alle indicazioni della Guardia costiera italiana. E, secondo indiscrezioni pubblicate dal Times of Malta, verrà presto rilasciato dietro cauzione.

Diverso, invece, il destino della nave umanitaria. Dopo lo sbarco dei migranti, completato dopo giorni al largo in attesa che si risolvesse l'impasse istituziomale, il sequestro dell'imbarcazione è stata sequestrata. L'accusa che pende sulla Ong lo ha reso noto il premier maltese alla stampa. "Il capitano dell'imbarcazione - ha detto - ha disobbedito alle regole internazionali e ha ignorato gli ordini delle autorità italiane". Non solo. Perché "lo Stato di cui l'imbarcazione batteva bandiera (l'Olanda ndr.) ha confermato che non è nei suoi registri" e quindi andrà studiata a fondo la regolarità della sua navigazione.

Il comandante, Klaus Peter, nei giorni scorsi aveva provocato il capo del Viminale, invitandolo ad andare ad arrestarlo a bordo della nave. "Se vuole arrestarmi - ha detto - può venire personalmente a prendermi". E ancora: "Vorrei invitare il signor Salvini a fare un viaggio con noi. Solo così si potrà rendere conto dello scenario drammatico in mare. Su questa nave nessuno guadagna un soldo dai salvataggi. Siamo tutti volontari. Mi vergogno profondamente delle parole del ministro italiano".

In sostanza, secondo l'accusa, l'Ong si sarebbe rifiutata di consegnare alla guardia costiera libica i migranti recuperati in acque di competenza di Tripoli. La difesa della Lifeline è chiara: sostiene di averlo fatto per non averlo fatto per non violare quanto previsto dalla Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Eppure c'era stata una chiara indicazione da parte della Guardia Costiera italiana a mettere gli immigrati nelle mani dei guardiacoste di Tripoli. La portavoce della Lifeline da Berlino si è scagliata contro le accuse lanciate dal ministro dell'Interno italiano sostenendo che "non ha le prove" di quello che dice.

L'ok all'approdo a La Valletta, come noto, è arrivato solo dopo che gli Stati Ue, Germania esclusa, hanno dato il loro benestare ad accogliere una quota di migranti. La nave è rimasta in balia delle onde per qualche ora, proprio perché mancava il via libera di alcune cancellerie Ue alla redistribuzione. Alla fine, oggi anche la Norvegia si è detta disponibile a prenderne in carico una parte.

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