Concessi i domiciliari a Vittorio Cecchi Gori: parla in esclusiva l'ex moglie Rita Rusic

E' stata accolta la richiesta degli avvocati di Vittorio Cecchi Gori che per lui hanno chiesto gli arresti domiciliari. Felice la famiglia che è sempre stata vicina al produttore. Queste le parole in esclusiva per IlGiornale.it della ex moglie Rita Rusic

E’ arrivata da poco la notizia che al produttore ed ex patron della Fiorentina Vittorio Cecchi Gori sono stati concessi gli arresti domiciliari, non appena uscirà dall’Ospedale Gemelli dove è tutt'ora ricoverato per il suo cagionevole stato di salute e piantonato dalla Polizia penitenziaria. Il magistrato di Sorveglianza Angela Salvio ha espresso parere favorevole all'istanza presentata dalla difesa del produttore cinematografico e "provvisoriamente" potrà scontare a casa e non in carcere la pena. Per il via libera definitivo manca adesso la decisione del tribunale collegiale di Sorveglianza che fisserà un'udienza a breve.

Una volta dimesso potrà fare ritorno a casa ma con la possibilità di sottoporsi a controlli e terapie in ospedale come chiesto dalla difesa. Solo tre giorni fa era stata firmata da numerosi e autorevoli personaggi del mondo cinema, una lettera di “solidarietà e vicinanza” al produttore dove si auspicava appunto la possibilità di far scontare la pena nella propria casa piuttosto che in carcere, luogo che vista la sua cagionevole salute lo avrebbe di sicuro portato conseguenze irreparabili.

Non appena appresa la notizia, la famiglia e gli amici più stretti hanno espresso la loro felicità per questa decisione. Il suo ufficio stampa e amico Angelo Perrone ci ha rilasciato una dichiarazione telefonica : “La famiglia si è unita intorno a Vittorio come oramai accade da tre anni senza lasciarlo mai solo. Siamo emozionati“. Ma è soprattutto l’ex moglie Rita Rusic, che non lo ha mai lasciato un istante insieme al figlio Mario, a dirsi felice e soddisfatta, e in esclusiva ha voluto tramite IlGiornale.it raccontare quello che è successo.

Le parole di Rita Rusic

Signora Rusic come ha appreso la notizia dei domiciliari?

“Mi hanno telefonato gli avvocati, erano molto contenti perché nonostante il coronavirus e tutti i problemi per cui in questo momento va tutto a rilento e non soltanto la giustizia, in pochissimo tempo è stata presa una decisione e data questa opportunità a Vittorio quando verrà dimesso dal Gemelli, oltre che di scontare la sua pena ai domiciliari anche di continuare a curarsi. Avrà infatti due ore a disposizione al giorno nelle quali potrà uscire per andare dal medico e quindi continuare le cure indispensabili per la sua salute. Una decisione bellissima per noi che siamo la famiglia e che condividiamo con lui questi momenti sia nel bene che nel male e questa volta condivideremo questa enorme felicità”.

Come sta ora Vittorio?

“Io e Mario siamo andati a trovarlo tutti i giorni nel tempo che ci è stato permesso dalle 18,00 alle 18,30 e lo abbiamo sempre trovato molto depresso e nervoso oltre ad essere affannato per lo stato di salute cagionevole. Era molto preoccupato e la frase che ha ripetuto più spesso è stata: “Io non ce la faccio”. Oggi quando andremo a dargli questa bella notizia, anche se credo che lui l’abbia già appresa dalle guardie carcerarie, voglio vedere cosa ci dirà e finalmente questa sarà una visita di piacere perché condivideremo con lui questa felicità”.

Tutto il mondo dello spettacolo si è schierato al fianco di Vittorio firmando una lettera aperta di “solidarietà e vicinanza” crede che questo ha favorito la decisione dei domiciliari?

“Penso che questo non abbia influenzato il giudice o i giudici nella decisione. Non credo perché non possono di certo lasciarsi influenzare dai media o da chiunque esprima un parere. Loro hanno guardato le carte e i fatti e hanno poi espresso il loro parere in base ad altri elementi. Però quello che ha fatto questo schieramento forte del mondo dello spettacolo in aiuto a Vittorio, è stato molto importante per lui. Moltissimo. Ogni cinque minuti mi continuava a ripetere questa cosa per lui fondamentale. E’ stata una cosa che lo ha aiutato e secondo me lo aiuterà a vivere o a sopravvivere, con la certezza che ci sono persone che nonostante tutto, gli sono vicine e ci tengono a lui. E questo è importante”.

Si sa già quando potrà lasciare l’ospedale?

“Ancora no, dipende dal suo medico curante il Professor Landi, e dalle sue condizioni di salute. Solo il Professore potrà valutare quando sarà in grado di tornare a casa. Io spero presto, anche perché per fortuna gli è stata anche data la possibilità di potersi continuare a curare recandosi in ospedale per due ore al giorno, però non ho assolutamente idea di quando”.

Vuole ringraziare qualcuno? Chi le è stato vicino?

“Ci tenevo a ringraziare l’avvocato Balducci e l’avvocato Biffa per il loro lavoro tempestivo, ma anche l’ospedale Gemelli, quindi il Professor Landi che come sempre è stato indispensabile per la salute di Vittorio. Giorgio Meneschincheri per l’aiuto e poi tutti quelli che hanno auspicato e si sono augurati che Vittorio potesse scontare la pena a casa e non a Rebibbia che solo vista da fuori fa paura”.

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Commenti

titina

Sab, 07/03/2020 - 17:03

Non avevo dubbi.

Renadan

Sab, 07/03/2020 - 17:40

Nooooooooo....ma la legge in questa italia di merda non e' uguale ler tutti??????????? Siete dei fetenti

Ritratto di fabiodamilano

fabiodamilano

Sab, 07/03/2020 - 18:25

E' ovvio, scontato e largamente evidente che la legge sia applicata ad personam. E questa scelta dei giudici, a mio avviso, è una delle poche che dimostrano intelligenza. Ma dove volete che vada questo signore ormai anziano e malato?

ilcapitano1954

Sab, 07/03/2020 - 22:15

noi italiani non siamo felici, tutti coloro che hanno chiesto (cantanti, attori) di non mettere dietro le sbarre Cecchi Gori, si devono solo vergognare, vuol dire che in Italia basta avere i soldi che in carcere non vai, specialmente se la petizione viene dai cosiddetti attori, rigisti e cantanti. IN ITALIA LA LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI Il sig. Cecchi Gori se non è compatibile con carcere prima ci doveva andare dentro e poi bisognava forse farlo uscire. Quando ha rubato era compatibile con i furti. Ha rubato agli italiani, mentre attori e rigisti ci hanno guadagnato da quelle furberie.

ziobeppe1951

Sab, 07/03/2020 - 22:26

Sarebbe stato opportuno mandarlo a Cesano Boscone...per un servizio socialmente utile...ma si sa...per i kompagni basta interpretare le legge

Reip

Dom, 08/03/2020 - 10:50

Beato lui....

Ritratto di Flex

Flex

Dom, 08/03/2020 - 11:27

Sempre la solita storia, per i politici c'è sempre "un'occhio di riguardo". Se questo è il cambiamento era meglio quando era peggio.

bastanegri

Dom, 08/03/2020 - 11:39

Quando rubano stanno sempre bene, quando poi debbono andare in galera si sentono male.

Happy1937

Dom, 08/03/2020 - 11:59

Mi sembra giusto e ragionevole.

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Dom, 08/03/2020 - 12:29

Ma no, è bastato dire al giudice che è sempre stato di sx.

tormalinaner

Dom, 08/03/2020 - 12:51

I disonesti in Italia vincono sempre, Cecchi Gori ha lasciato sul lastrico centinaia di creditori con le loro famiglie mentre si godeva i loro soldi vivendo una ricchezza sfrenta. Non parliamo del circo attori e ballerine sodale a lui che tifava per la sua liberazione. Era meglio la prigione almeno si evitava questo cattivo esempio dove i ricchi malfattori vincono sempre.

Ritratto di moshe

moshe

Dom, 08/03/2020 - 15:58

... "innamorata pazza" ...