Condannato perché sparò al ladro, la moglie a Mattarella: "Gli dia la grazia"

Sara Scolaro, moglie di Walter Onichini, il macellaio che sparò ferendo il ladro che si era introdotto nella sua abitazione, scrive a Mattarella. La lettera: "Sono malata, non posso crescere i figli da sola"

Condannato perché sparò al ladro, la moglie a Mattarella: "Gli dia la grazia"

"L'uomo che è venuto a rubare a casa nostra è rimasto impunito. L'unico a pagare il suo debito con la giustizia è il mio compagno". Sono le parole a incipit della lettera che Sara Scolaro, moglie di Walter Onichini, ha indirizzato al presidente della Repubblica affinché conceda la grazia al marito, in carcere per aver sparato al ladro che si era introdotto nella sua casa.

La lettera

Walter Onichini, macellaio 41enne di Legnano, in provincia di Padova, è stato condannato a 4 mesi e 11 mesi di reclusione per aver ferito con un colpo d'arma da fuoco uno dei due malviventi che si erano intrufolati nella sua abitazione per rubargli la macchina. "L'uomo che è venuto a rubare a casa nostra è rimasto impunito. L'unico a pagare il suo debito con la giustizia è il mio compagno Walter Onichini, - scrive la donna nella missiva indirizzata al Ministero della giustizia - la cui colpa è quella di non essere rimasto inerme nel momento in cui dei malintenzionati mettevano a repentaglio l'incolumità". Poi, l'appello disperato: "Sono sola e ho seri problemi di salute, non posso crescere i nostri due figli da sola, la sua famiglia ha bisogno di lui". La lettera sarà recapitata al presidente della Repubblica che si esprimerà al riguardo.

La versione della moglie di Ochini

Onichini è in carcere dallo scorso 12 settembre con l'accusa di tentato omicidio. "I nostri problemi sono iniziati nelle prime ore del giorno 22 luglio 2013, mentre dormivamo nella nostra abitazione che allora era situata nel quartiere centrale di Legnaro. - racconta Sara Scolaro nella missiva di dieci pagine rilanciata dal Corriere.it - Verso le 3 del mattino, profittando delle tenebre, dei ladri professionisti di nazionalità albanese (...) scassinando un infisso erano entrati nella nostra casa e ci hanno rubato del denaro trovato nei portafogli. Uno di essi, poi identificato nel signor Elson Ndreca, aveva avuto l’intuizione di rubarci l’auto parcheggiata in giardino". Stando a quanto racconta la donna, il marito avrebbe sparato in direzione della vettura con l'intenzione di mettere in fuga il malvivente salvo poi essersi accorto di averlo ferito al fianco. "Che faccio, lo porto in ospedale?", avrebbe domandato alla moglie. Dopodiché ha caricato Ndreca (il ladro) in auto per raggiungere il pronto soccorso. Lungo il tragitto, però, avrebbe deciso di abbandonarlo in un fosso: "perché l’altro (il secondo malvivente ndr) lo ha minacciato con un oggetto contundente con il manico rosso", spiega la donna.

La ricostruzione dei giudici

Diversa, invece, la ricostruzione degli inquirenti. I giudici di primo e secondo grado sostengono che Onichini abbia visto il ladro dalla camera da letto e abbia deciso di puntarlo con la pistola intenzionalmente. Per contro, il malvivente gli avrebbe chiesto di non sparare assicurando che sarebbe andato via ma è stato raggiunto da una pallottola nel fianco. A quel punto, Onichini lo avrebbe caricato in macchina per poi abbandonarlo in un fosso lungo la strada. Secondo i magistrati, il 41enne non avrebbe avuto alcuna intenzione né di trasportare il ferito in ospedale né di allertare i soccorsi. Da ciò ne è valsa la condanna a 4 anni e 11 mesi di carcere per tentato omicidio. Elson Endreca è stato condannato a tre anni e 8 mesi per furto ma, ad oggi, risulta "irreperibile" ed è ancora ricercato.

"Intanto mio marito è in carcere – conclude la compagna del macellaio nella lettera –non vedrà crescere i suoi figli che hanno dieci e sette anni, e io sono terrorizzata a vivere sola e che qualcuno torni a farci del male, per questo vi chiedo di liberarlo".

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