Contagi in aumento, si ferma anche Bangkok. E la preghiera agli spiriti finisce in diretta tv

Sono 411 le persone col virus. Celebrazioni rinviate, non la superstizione

Lockdown Bangkok, chiusa la capitale del Paese asiatico. Da giorni la notizia era nell'aria. All'inizio della settimana il governo, guidato dal primo ministro Prayut Chan-o-cha, aveva annunciato le prime mosse per contrastare l'aumento dei contagi del Coronavirus in Thailandia, spiegando che, qualora ci fossero stati i presupposti, avrebbe bloccato tutto il Paese.
I divieti dei giorni scorsi hanno portato alla chiusura delle scuole, di bar, centri massaggi, palestre e all'annullamento dei festeggiamenti per il Songkran, il capodanno thai, che viene calcolato in base al calendario buddista e che quest'anno si sarebbe dovuto celebrare dal 13 al 16 aprile. Ma per mercoledì 25 è stata indetta una preghiera da tutti i templi, anche in diretta tv, per pregare gli spiriti (nel Paese la credenza a fantasmi e spiriti è molto diffusa) perché vengano protetti gli umani.
Poi la chiusura di gran parte delle frontiere con la Cambogia, il Laos e il Myanmar, compreso il «Ponte dell'amicizia» di Mae Sot, nell'Ovest del Paese, che è la porta principale per il commercio con Yangon. Oltre a varie normative per tutti i farang, gli stranieri, che per qualsiasi volo in arrivo, partenza o transito in Thailandia, hanno l'obbligo di presentare una documentazione medica di massimo 72 ore antecedenti, dove si attesta di non aver contratto il Covid-19 e un'assicurazione sanitaria che copra almeno centomila dollari. Per alcune nazionalità, compresa quella italiana, è stato anche imposto un visto da richiedere nell'ambasciata thai nel Paese d'origine. Queste norme hanno, di fatto, bloccato il flusso di persone.
Nella sera di venerdì, il portavoce del governo Narumon Pinyosinwat, aveva chiesto alla popolazione, soprattutto agli abitanti di Bangkok e delle province adiacenti, di indossare la mascherina, mantenere la distanza di almeno un metro tra una persona e l'altra e non uscire di casa, evitando attività sociali, viaggi non essenziali e aree affollate.
Infine ieri, dopo la notizia diffusa dal ministero della Sanità pubblica, che ha riferito di 89 nuovi casi, portando - almeno ufficialmente - a 411 le persone che hanno contratto il Coronavirus, il premier Prayut Chan-o-cha ha annunciato la decisione di bloccare Bangkok.
L'ordinanza, in vigore da oggi fino al 12 aprile, salvo nuovi aggiornamenti, comprende la chiusura di quasi tutti i servizi commerciali, tranne supermercati, farmacie e ristoranti da asporto, degli stadi di boxe e dei luoghi di divertimento. Chiunque violerà l'ordine, si legge nel comunicato governativo, rischia una pena detentiva fino ad un anno e una multa fino a 100mila baht, circa 2.800 euro.
Per ora questi obblighi sono destinati solo alla provincia di Bangkok. «Il governo spera che non dovrà imporre un blocco a livello nazionale», ha affermato Narumon Pinyosinwat. «Ma ci stiamo preparando anche a questa possibilità. Siamo pronti ad annunciare misure ancora più restrittive se e quando verrà il momento», ha aggiunto in conferenza stampa. L'Oms ha dichiarato che la trasmissione del virus nella popolazione thailandese è in costante aumento e che, per questo, il distanziamento sociale è sempre più importante per far fronte all'emergenza.

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