Corona è latitante: ricerche pure all'estero, in campo l'Interpol

Da venerdì si sono perse le tracce del fotografo condannato in via definitiva a cinque anni di carcere. Gli inquirenti temono sia riuscito a lasciare l'Italia

Corona è latitante: ricerche pure all'estero, in campo l'Interpol

Continuano le ricerche a Milano del fotografo Fabrizio Corona, mentre la polizia di Stato, che avrebbe dovuto notificargli il provvedimento d’arresto, ha emesso e inviato invece all’autorità giudiziaria competente il provvedimento di vane ricerche. Provvedimento che sancisce, di fatto, lo status di latitante. L’ex fotografo dei vip, condannato venerdì in via definitiva a cinque anni di carcere per l'estorsione ai danni dell'ex calciatore della Juventus David Trezeguet, è ricercato anche all’estero. Una richiesta in questo senso è stata, infatti, avanzata dagli investigatori italiani all’Interpol. Pur non avendo il passaporto Corona potrebbe aver trovato il modo per lasciare il Paese dopo essere sparito dalla palestra in cui era stato visto entrare venerdì pomeriggio, poco prima della sentenza.

La mamma Gabriella e i fratelli Federico e Francesco hanno lanciato un appello perché Corona si costituisca. "Fabrizio, siamo affranti - hanno detto all'Ansa - con la poca lucidità di cui disponiamo in un momento così drammatico, ovunque tu sia, ti chiediamo di tornare al più presto e consegnarti alla giustizia". Ma sulla fuga del fotografo, intanto, è nato un caso: alla procura generale di Torino c’è infatti ’sconcertò per la mancata cattura e il pg Marcello Maddalena ha chiesto spiegazioni alla questura di Milano per capire per quale motivo non sia stato eseguito l’ordine di carcerazione. Gli investigatori non escludono neppure che possa presto decidere di costituirsi dopo l’appello lanciato dai familiari. "Di sicuro Corona è riuscito a eludere la sorveglianza alla quale era sottoposto - ha spiegato Maddalena - si è trattato di una fuga volontaria". Corona era, infatti, tenuto sotto controllo dagli agenti del commissariato di zona di Milano proprio in attesa dell’eventuale condanna definitiva e del conseguente ordine di carcerazione che la procura generale di Torino avrebbe emesso in questo caso. "Che ci sia o meno un decreto di latitanza cambia poco o nulla - ha affermato il pg di Torino - per le ricerche non si aspetta quel documento". Che peraltro è arrivato ieri pomeriggio, quando la polizia ha rimesso all’autorità giudiziaria il rapporto di irreperibilità.

Fino a venerdì sera, Corona era in affidamento ai servizi sociali cui era stato assegnato nello scorso ottobre essendo stato già condannato in altri procedimenti a 2 anni e 8 mesi complessivamente. Condanne che a questo punto, anche a causa della fuga e sommandosi a quella appena comminata, potrebbero comportare la perdita totale dei benefici di legge. L’affidamento prevedeva il suo rientro a casa entro le 21. Proprio per questo ieri sera gli agenti lo hanno atteso fino a quell’ora sotto la sua abitazione controllando nel frattempo anche altre dimore e gli uffici che aveva in uso, compresi quelli della sua società, la "Corona's". Di lui però nessuna traccia.

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