Coronavirus, arrivano i tamponi drive-thru: cosa sono e come funzionano

Il Centro Medico Santagostino si mette a disposizione di regione Lombardia per effettuare un test rapido alle persone sedute e chiuse in automobile

Coronavirus, arrivano i tamponi drive-thru: cosa sono e come funzionano

Una sorta di pit-stop, come quello che si fa in Formula 1 per cambiare le gomme, per constatare se un soggetto è positivo o meno al coronavirus. Si tratterebbe di un esame rapido e sicuro, da effettuare direttamente in auto. È questa la proposta avanzata dal Centro Medico Santagostino, che si mette a totale disposizione della regione Lombardia per testare il rivoluzionario esame.

In cosa consiste? Presto detto: il paziente si reca con la propria vettura al punto di prelievo, apre il finestrino solamente quando arriva davanti all'infermiere dotato delle adeguate protezioni, gli viene prelevata la goccia di sangue dal dito, richiude il finestrino e si allontana in attesa del risultato che gli arriva poco dopo direttamente sul telefonino. Poi, a seconda dell'esito, ci saranno ulteriori misure. Così non si creano assembramenti e allo stesso tempo si permette una relativa facilità di organizzazione.

A spiegare la procedura, così come riportato dall'agenzia stampa Adnkronos, è Luca Foresti, amministratore delegato della rete di poliambulatori di sanità privata a prezzi accessibili attiva in Lombardia e a Bologna: "Siamo a disposizione di Regione Lombardia per fare test estensivi per il Covid-19 alla popolazione. Non c'è più tempo e abbiamo bisogno di avere più diagnosi per combattere meglio il contagio".

Il ceo del Centro Medico Santagostino sottolinea che si tratta di un esame poco costoso capace di dare risultati in appena una manciata di minuti (basta infatti un quarto d'ora), individuando la presenza di anticorpi capaci di evidenziare se una persona ha in corso o ha avuto un'infezione da virus Sars-CoV-2 della Covid-19.

Foresti in una nota spiega: "Siamo un poliambulatorio, non abbiamo letti di ospedale, non abbiamo terapie intensive, quindi non possiamo dare un contributo nella parte di trattamento e terapia dei malati, ma possiamo farlo collaborando con le istituzioni erogando test alla popolazione, cominciando dalle categorie più a rischio come infermieri, medici, personale sanitario". E aggiunge: "Ci tengo a sottolinearlo: noi siamo a disposizione con il nostro personale, le nostre strutture, ma non vogliamo farlo privatamente, bensì in maniera coordinata con le istituzioni, perché i risultati devono servire alle istituzioni per capire cosa sta succedendo e prendere decisioni: se diventa attività privata in cui ognuno fa quello che vuole perde il senso".

Per questo motivo, infatti, l'ad chiosa chiedendo di organizzare quanto prima un tavolo in regione Lombardia per discutere di questa possibilità-arma contro la pandemia di coronavirus.

I tamponi drive-thru a Bologna

C'è una città italiana nella quale la sperimentazione è partita ed è Bologna: nel capoluogo dell'Emilia-Romagna, infatti, i test vengono fatti in automobile, con cadenza di uno ogni cinque minuti (12 all'ora), in modo sicuro e veloce. Si tratta di un metodo peraltro già testato (e con successo) sia in Corea del Sud sia Australia. Nella giornata di oggi, a San Lazzaro, presso la sede del Dipartimento di Sanità Pubblica, il tampone drive-thru è stato eseguito su 50 persone, identificate per mezzo della targa. Tra questi, molti contatti stretti di casi positivi al coronavirus, oltre a operatori sanitari e persone in isolamento domiciliare potenzialmente guarite.