Coronavirus, Gallera: "Se tutti stanno a casa ci sarà trend virtuoso anche nel weekend"

Migliorano le province dell'ex zona rossa ma preoccupano Brescia e Bergamo. L'assessore Gallera fa il punto sull'emergenza coronavirus e annuncia 150 nuovi posti in terapia intensiva nei prossimi sette giorni

Un crollo dei casi positivi di infezioni da nuovo coronavirus nella ex zona rossa, compensato dall'aumento dei contagi a Bergamo e Brescia, 150 nuovi posti in terapia intensiva nel giro dei prossimi sette giorni e la speranza che nel prossimo fine settimana possano emergere trend confortanti. Sono questi alcuni dei temi affrontati in video conferenza stampa dall'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, in merito all'emergenza Covid-19.

Innanzitutto è da annotare un miglioramento della situazione nel Lodigiano e nel Cremasco. Gallera ha parlato di un accesso nei pronto soccorso ancora “importante” ma “tendenzialmente stabile” rispetto a una settimana fa. L'assessore ha poi lanciato un invito a non uscire di casa e rispettare i comportamenti virtuosi e responsabili perché questo, nella ex zona rossa, ha portato dei “risultati concreti”.

L'importanza di seguire le indicazioni

"Dove non sono state osservate pedissequamente queste indicazioni - ha aggiunto Gallera -i casi sono aumentati mentre dove sono state rispettate abbiamo registrato una diminuzione del fenomeno". L'assessore ha quindi infatti sottolineato come il coronavirus non possa essere sconfitto con un farmaco perché l'unica medicina è quella di “ridurre drasticamente la nostra vita sociale evitando di contagiare e di essere contagiati".

"Abbiamo bisogno di avere sistema sanitario in grado di curare tutti coloro che si ammalano di coronavirus – ha spiegato Gallera - e anche coloro che si ammalano di altre patologie. E allora abbiamo bisogno di contenere il virus, perché se continuasse a crescere con questa velocità non saremmo più in grado di rispondere come stiamo facendo". Nel complesso il sistema “sta reggendo e regge bene” anche se è importante che le persone diano il proprio fondamentale contributo alla causa attenendosi alle indicazioni fornite dal governo.

Le province che migliorano e quelle che peggiorano

Scendendo nel dettaglio e analizzando i numeri, Gallera fa notare come i contagiati nella provincia di Lodi siano 928, cioè 75 in più rispetto a ieri. “Dati incoraggianti se paragonati con quelli delle altre province”, ha detto l'assessore.

A preoccupare, adesso, sono le province di Brescia e Bergamo: "La provincia di Bergamo continua a registrare una crescita significativa di casi di coronavirus. Sono 1.245 i positivi, con un incremento di 248 casi rispetto a ieri. Ma vediamo come anche la provincia di Brescia abbia una crescita altrettanto forte: siamo arrivati a 739 casi, 238 in più rispetto a ieri ed è una delle aree che desta maggiore preoccupazione".

"Cresce anche la provincia di Cremona - ha aggiunto Gallera - dove i casi sono 916, con un incremento di 251 persone. Anche a Lodi si registra una crescita, ma è sempre più contenuta. In provincia di Milano i casi sono arrivati a 506, con aumento di 100 persone, mentre a Pavia hanno raggiunto i 296 casi. Il resto della regione ha ancora una presenza relativamente contenute" ha concluso.

È importante intervenire tempestivamente nei prossimi 4-5 giorni o al massimo nelle prossime due settimane. "Se tutti decideranno di rimanere a casa, nell'arco di qualche giorno, verso fine settimana potrebbe già notare quel trend virtuoso che oggi notiamo nella zona rossa e nell'area del Lodigiano", ha spiegato l'assessore.

Il "paziente 1" e i nuovi posti in terapia intensiva

Nel frattempo migliorano le condizioni del 38enne di Codogno, il cosiddetto “paziente 1”: “È stato trasferito dalla terapia intensiva a quella sub intensiva. È stato cioè stubato in quanto ha iniziato a respirare autonomamente".

Per quanto riguarda i posti in terapia intensiva, sono previsti rinforzi: "Il nostro obiettivo era di riuscire ad aumentare di 100, 150 i posti in terapia intensiva così da gestire pazienti affetti da coronavirus. Non solo ne abbiamo aperti 150, ma siamo arrivati a 223 e contiamo di aprirne altri 150 nel giro di 7 giorni. Abbiamo fermato le attività delle sale operatorie, perché ognuna di esse può contenere 3 posti letto di terapia intensiva. Stiamo anche trasformando le medicine in pneumologia e stiamo aumentando posti di subintensiva".

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